Home Sicurezza ed edilizia scolastica Assenza di riscaldamenti nelle scuole del siracusano

Assenza di riscaldamenti nelle scuole del siracusano

CONDIVIDI

Poco dopo il suo insediamento, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi salpò per la Sicilia in direzione Siracusa per parlare di istruzione alla scuola Raiti. Fu quello il momento in cui si esternarono le basi progettuali per una scuola più giusta, più equa, più avanti, più “buona”.

Praticamente un anno fa, in quella occasione, noi della Federazione degli Studenti Sicilia consegnammo a Renzi un documento in cui tenevamo a sottolineare come e quanto, proprio nella Provincia in cui la Buona Scuola veniva partorita e discettata con cura, fossero a rischio persino la sicurezza e i servizi essenziali nelle classi delle ben 71 strutture che ospitano le scuole secondarie di II grado.

Icotea

È nostro dovere rammaricarci e tornare sul tema, un anno dopo, bypassando i buoni propositi per lasciare spazio al tortuoso stato delle cose.

“La Federazione degli Studenti Sicilia esprime apprensione e preoccupazione per gli studenti medi di molteplici Comuni siracusani costretti da più di un mese a svolgere le attività didattiche in aule completamente prive di riscaldamento durante un inverno che non sta risparmiando freddo neppure alla Sicilia. Istituti superiori con impianti alimentati a gasolio, che una volta esaurito lascia al freddo quelle classi in cui ogni studente deve stare seduto per 5 o 6 ore al giorno. Così, via libera a giacconi, sciarpe, coperte e stufe. Diteci se per andare a scuola bisogna vestirsi nella stessa maniera in cui ci si veste per andare a sciare. Diteci se la nuova riforma deve trovare i pinguini al posto degli studenti”., dice Adriano Licata – Coordinatore Regionale della Federazione degli Studenti.

Dello stesso parere anche il componente dell’esecutivo nazionale FdS, Lillo Colaleo: “Credo che la Buona Scuola possa essere molto più che un programma. Credo debba essere un diritto. E sulla base di ciò, gli studenti siciliani ed italiani meritano molto di più di questa confusione e di questo degrado”.

Insomma, senza riscaldamenti. Dalle scuole di Sortino all’Istituto Raeli di Noto, come ci fa notare Jacopo Baldacchino, del Coordinamento Regionale FdS: “È un problema serio e diffuso nell’intera Provincia. È questo il modello di gestione che potrà fungere da base per una buona scuola? Non crediamo affatto”.

“Vogliamo una scuola di qualità ed aperta a tutti”, ritiene il segretario provinciale dei Giovani Democratici di Siracusa Antonino Landro. Continua il segretario provinciale: “Tutte le scelte scellerate di questi anni si stanno ripercuotendo sulla scuola. L’abrogazione spot delle province ha di fatto abbandonato la gestione degli istituti superiori che sono di competenza provinciale. La società in house, la Siracusa Risorse, ideata dall’amministrazione di centro sinistra con notevole risparmio di denaro pubblico è di fatto svuotata. Gli studenti devono studiare in luoghi sicuri. Le scuole non si sistemano con dei tweet”.

E ancora problemi dal Liceo Vittorini di Lentini fino ad arrivare a Siracusa, i cui studenti sono scesi in piazza per chiedere condizioni più contegnose di vivibilità scolastica come ci racconta Silvio Vintaloro, Segretario cittadino dei GD di Siracusa: “Il Sottosegretario Davide Faraone deve essere stato troppo impegnato per l’organizzazione della Leopolda a Palermo, dato che non ha avuto la sensibilità di rispondere alle mie domande relative al problema dell’edilizia scolastica. A Siracusa l’istituto Verga aspetta ancora un milione e mezzo di euro promesso dal premier Matteo Renzi, ma dei fondi neanche l’ombra”.

Portiamo quello che dovrebbe essere un problema anacronistico all’attenzione delle Istituzioni di competenza, con particolare richiamo e sollecitudine nei confronti del Sottosegretario del Ministero dell’Istruzione Davide Faraone e dell’Assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione Maria Lo Bello.

Ci chiediamo se, e ancora per quanto tempo, i Sindaci avranno la forza e i margini per tamponare le spese di manutenzione, in attesa che la fase di caos dovuta alla riorganizzazione delle competenze e degli uffici nel Libero consorzio di Comuni rientri.

Servono risposte immediate. È una scuola che ha freddo da troppo tempo.