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15.09.2026

Assicurazione sanitaria, da dove vengono i fondi? Botta e risposta Mim Flc-Cgil, gli altri sindacati: “In atto campagna di disinformazione”

Il ministero dell’Istruzione e del Merito ha introdotto un’importante novità per il personale scolastico: una polizza sanitaria integrativa gratuita. La misura, volta a offrire maggiori tutele a docenti, personale ATA, dirigenti scolastici e dipendenti del Ministero, ha fin da subito registrato un successo straordinario.

In queste ore si sono susseguiti comunicati di fuoco tra Flc Cgil, che accusa il Mim di aver finanziato l’assicurazione con soldi provenienti dal Fondo di funzionamento delle scuole, e Viale Trastevere, che parla invece di risorse aggiuntive.

Oggi, 15 settembre, i sindacati Cisl, Snals, Gilda e Anief hanno detto la loro in un comunicato congiunto. Ecco cosa sostengono:

“Sulla polizza di assistenza sanitaria integrativa resa accessibile nei giorni scorsi in attuazione di quanto prevede il contratto integrativo sottoscritto il 29 dicembre 2025 è in atto una vera e propria campagna di disinformazione, sostenuta da argomentazioni del tutto strumentali e prive di reale fondamento, volta a screditare ciò che alcune organizzazioni sindacali, in analogia a quanto avviene da tempo in diversi settori del lavoro pubblico e privato, hanno ottenuto in sede negoziale anche per il personale scolastico.

Dovrebbe essere superfluo precisare che una forma di assistenza sanitaria integrativa – che non prevede alcun costo né obbligo di adesione da parte di lavoratrici e lavoratori – interviene in aggiunta, e non certo in sostituzione, delle prestazioni rese dal Servizio Sanitario Nazionale: affermare che con l’attivazione di questa polizza si finirebbe per avallare politiche di disinvestimento sulla sanità pubblica è per questo un’accusa risibile, ancor più se proveniente da un’organizzazione sindacale come la CGIL, che intese analoghe ha sottoscritto recentemente nei contratti per le scuole non statali, e molto prima in accordi riguardanti settori certamente ‘non sospetti’, come quello dei metalmeccanici.

Accuse che mal si conciliano, peraltro, col protagonismo lodevole che la CGIL ha sempre espresso, tanto per rimanere nel nostro settore, nel promuovere e sostenere il Fondo Espero di previdenza integrativa, senza che ciò significasse attentare alla previdenza pubblica.

Quanto all’accusa di aver sottratto risorse, per finanziare l’assistenza integrativa, a quelle destinate al fondo di funzionamento delle scuole, è facilmente dimostrabile come la stessa sia del tutto priva di fondamento.

In realtà i fondi destinati all’assistenza sanitaria integrativa dalla legge di bilancio per il 2025 sono stati solo provvisoriamente ‘allocati’ nel capitolo delle spese di funzionamento, in attesa che si completasse l’iter delle disposizioni che ne avrebbero consentito l’utilizzo per la finalità cui erano destinate.

Al di là della consultazione, inevitabilmente complessa ma comunque possibile, dei documenti allegati alla legge di bilancio e rinvenibili sui siti ufficiali del Parlamento, che si tratti di un’accusa infondata lo dimostra un fatto che le scuole hanno fin qui ricevuto, sulla base di criteri e parametri rimasti del tutto invariati dal 2015, gli accrediti loro spettanti, senza alcuna decurtazione, e così sarà anche per il 2026/2027.

Sfiora il ridicolo l’affermazione che le risorse spese per la polizza sanitaria (65 milioni di euro, elevati a 80 per estendere anche ai precari le coperture previste) avrebbero potuto e dovuto essere destinate a sostegno di incrementi retributivi (addirittura al recupero dello scatto 2013!): fermo restando che non si tratta di risorse destinate al contratto, è infatti sufficiente disporre di qualche minima cognizione aritmetica per capire che il gettito pro-capite ricavabile dalle somme in questione sarebbe di circa 3 euro lordi mensili lordi.

Viene da chiedersi cosa ne pensa chi, commentando gli incrementi retributivi dell’ultimo CCNL (sottoscritto da tutte le sigle sindacali rappresentative), li ha ritenuti “poco più di un’elemosina”.

Lasciamo dunque a chi se ne fa promotore la responsabilità di polemiche del tutto pretestuose e strumentali, il cui effetto pratico è solo alimentare confusione e disorientamento in chi deve decidere, in questi giorni, se avvalersi di uno strumento importante di tutela.

Rimane per noi la soddisfazione di avere ottenuto per la prima volta, in via contrattuale, che di quelle opportunità possa avvalersi oggi anche il personale della scuola statale“.

Il botta e risposta

Ecco la critica di Flc Cgil, riportata da Italia Oggi: “Le risorse non sono aggiuntive e non vi è stato un reale confronto negoziale, con decisioni di fatto già prese a monte. Diversa sarebbe stata la nostra valutazione di fronte a finanziamenti extra-fondo per la scuola”.

In merito alle dichiarazioni diffuse dal sindacato sulla polizza sanitaria integrativa, il Mim ha voluto fornire dei chiarimenti con una nota.

Ecco cosa c’è scritto: “La polizza sanitaria per il personale scolastico è stata inizialmente finanziata con 65 milioni di euro annui per quattro anni, dal 2026 al 2029 per un totale di 260 milioni (articolo 14, comma 6 del decreto-legge 14 marzo 2025 n. 15).

15 milioni di euro annui dal 2026 al 2029 (per un totale di 60 milioni di euro in 4 anni) sono stati coperti con la tabella A del Ministero che, come noto, è il fondo che reca risorse aggiuntive, annualmente disposte dalla legge di bilancio, volte proprio a finanziare nuove misure disposte per via legislativa nel corso dell’esercizio finanziario.

Quanto ai restanti 50 milioni di euro annui per 4 anni si rappresenta quanto segue.

A fronte della scelta assunta dal Governo di inserire in un apposito provvedimento, da adottarsi nei primi mesi del 2025, le misure relative al personale pubblico, si è deciso di appostare contabilmente con la legge di bilancio per il 2025 le risorse destinate alla polizza sanitaria. Successivamente, con il DL 25 del 14 marzo 2025, la polizza sanitaria è stata introdotta per via legislativa.

Con la legge di bilancio per il 2025 (la n. 207 del 31 dicembre 2024) si è, dunque, provveduto ad anticipare la provvista della misura in parola incrementando capitoli che avessero una piena compatibilità, dal punto di vista contabile, rispetto a quelle da destinare alla polizza sanitaria.

Si aggiunge che al fine di estendere la polizza sanitaria anche al personale precario, si è intervenuti successivamente, con l’articolo 3, comma 4 del decreto-legge 9 settembre del 2025 n. 127, individuando ulteriori 15 milioni di euro annui nell’ambito delle economie determinatesi per effetto della misura volta a ridurre il numero dei commissari esterni dei rinnovati Esami di maturità.

Alla luce di quanto sopra, si ricava che a fronte dei 320 milioni di euro in 4 anni impiegati per l’introduzione della polizza sanitaria per il personale della scuola:

  • 250 milioni provengono da risorse del tutto nuove, individuate da scelte di bilancio di questo Governo, di cui: 190 milioni di euro aggiuntivi sono stati contabilmente appostati sul fondo di funzionamento delle istituzioni scolastiche e 60 milioni di euro provengono dalla Tabella A del Ministero dell’istruzione e del merito;
  • 70 milioni derivano da economie di bilancio del Ministero, ovvero da risorse che se non rifinalizzate sarebbero state comunque perse, di cui 60 milioni di euro in quattro anni (dal 2026 al 2029) derivanti dalla riduzione del numero dei commissari del rinnovato esame di maturità”.

Leggi la nota

Nel pomeriggio di oggi, 15 settembre, la Flc Cgil ha risposto al ministro: “Prima con un post social, poi con un lungo e contorto comunicato sul sito del MIM, il Ministro Valditara si è preso la briga di denunciare come falsa la nostra notizia sul fatto che una parte consistente dei fondi della polizza sanitaria per il personale scolastico e ministeriale deriva da tagli al fondo di funzionamento scolastico”. È quanto scrivono in una nota.

“Ebbene, le cose stanno esattamente come diciamo noi: la legge di bilancio 2025 incrementa il Fondo di funzionamento delle scuole, ma poi il Ministro con interventi successivi gira tale incremento alla Polizza. A regime – continua la nota –  si tratta di un taglio”.

“Lo conferma la Relazione Tecnica della Ragioneria Generale dello Stato di accompagnamento alla Legge di Bilancio 2025 per il 2026 – rimarca il sindacato di categoria – : si incrementa di 50 milioni di euro il fondo di funzionamento (200 milioni nel quadriennio 2026-2029), ma poi questi 50 milioni al fondo delle scuole non arrivano mai”.

“A ciò si aggiunge un’ulteriore ‘leggerezza’ da parte del Ministero che avendo dimenticato di includere nella copertura il personale precario, ha dovuto rimediare in corsa attingendo a piene mani dai compensi destinati alle commissioni dell’esame finale delle scuole superiori. Un’ennesima sottrazione a danno delle risorse già risicate della scuola pubblica”. Si legge ancora nella nota.

“Sempre il MIM, con i provvedimenti successivi, trova anche il modo — senza discuterne con nessuno — di far beneficiare di quei fondi persino personale non del settore scuola. Sia chiaro, come FLC CGIL non abbiamo nulla da ridire sull’estensione della polizza a lavoratrici e lavoratori di altri settori, ma denunciamo il modo opaco di agire del Ministero che dice una cosa e ne fa un’altra, salvo poi risentirsi se si svelano i ‘giochetti delle tre carte’”.

Il sondaggio della Tecnica della Scuola

Assieme alla grande adesione da parte del personale, vanno anche registrate le perplessità espresse da diversi addetti ai lavori sulla copertura delle prestazioni della polizza: sono stati sollevati dei dubbi, ad esempio sulla fruizione dell’assicurazione sanitaria gratuita, nella modalità cosiddetta “indiretta”, che sarebbe inaccessibile in presenza di struttura sanitarie nazionali all’interno della provincia di residenza.

La Tecnica della Scuola chiede ai propri lettori – attraverso un sondaggio online – cosa pensano di questa importante novità.

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LEGGI ANCHE: Polizza sanitaria integrativa gratuita: tutto quello che c’è da sapere

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