Lunga intervista di Gianna Fracassi, segretaria generale Flc Cgil su Collettiva.it. La leader del sindacato ha toccato diversi temi, dalla riforma dei tecnici al numero dei precari, fino alle risorse per i climatizzatori e l’intelligenza artificiale. Ecco un estratto:
“Sì, abbiamo avuto un anno molto complesso perché purtroppo il governo Meloni, in particolare il ministro Valditara, non si è fermato, ha prodotto tutta una serie di interventi di riforma, prima fra tutti la riforma dei tecnici che era una riforma PNRR, ma che lui non solo non ha cambiato, non ha rimodulato, ma ha persino peggiorato e quindi nella primavera scorsa abbiamo avuto tutta una serie di iniziative che stanno continuando contro questa riforma. C’è stata una forte mobilitazione soprattutto ovviamente negli istituti tecnici e devo dire che c’è stata anche un’iniziativa molto forte delle famiglie perché questa riforma si è determinata a iscrizioni chiuse, quindi i ragazzi si sono iscritti a percorsi che poi sono stati modificati nel mese di febbraio, per cui molte famiglie hanno protestato, alcune hanno deciso anche di avviare una vertenza legale che stiamo sostenendo”.
“E questa è solo però l’ultima dei pessimi interventi del ministro, soprattutto sulla secondaria di secondo grado. Voglio ricordare la filiera del 4+2 che è stata bocciata prima di tutto dai docenti, poi dalle famiglie perché infatti le iscrizioni a questi percorsi sono, direi, molto molto molto limitate, nonostante la propaganda, nonostante i soldi che ci hanno messo sopra. Alla fine però possiamo dire che questo progetto che purtroppo esiste e che auspichiamo venga cambiato il più rapidamente possibile è un progetto fallimentare”.
“L’idea di dividere i percorsi, percorsi di serie A, percorsi di serie B e nei percorsi di serie B, produrre anche un arretramento sul versante delle materie, quelle che diremmo sono le materie trasversali, quelle che sono necessarie per affrontare la vita, per essere dei cittadini consapevoli, perché per questi ragazzi, per queste ragazze, non è necessario imparare la storia, imparare la geografia, avere nozioni, diciamo così di diritto. Cioè per questi va soltanto previsto un percorso solo ed esclusivamente legato alle materie di indirizzo, ma più che altro a un’idea di scuola che è collegata con il mondo del lavoro”.
Parliamo dell’impatto che ha l’intelligenza artificiale non solo sugli apprendimenti, ma anche sugli orientamenti politici, sugli orientamenti democratici. Cioè, se tu su questo non dai gli strumenti fin dalla scuola, non produci solo un danno a quegli studenti, produci un danno che poi in prospettiva si trasla anche nella vita pubblica. Il ministro fa un gran parlare della tecnologia che ha fatto, le linee guida sull’intelligenza artificiale, quindi insomma scuole all’avanguardia. Ecco, noi ieri abbiamo denunciato che si sono dimenticati di far proseguire l’accordo sulla banda ultra larga nelle scuole. Quindi da inizio settembre praticamente le scuole non hanno più connessione a internet, la presidenza del consiglio non ha rinnovato i contratti e quindi tutto viene scaricato sulle scuole. Lo dico perché sono le contraddizioni tra la propaganda e poi la realtà”.
“20 milioni di euro per i climatizzatori? Ovviamente quando spari una cifra grossa sembra che sia tanta roba. Peccato che ci sono 350.000 classi, abbiamo fatto il conto, ma non abbiamo inserito in questo conto le mense, le palestre, non abbiamo inserito i corridoi, quindi i luoghi che comunque devono essere refrigerati e solo facendo questa divisione viene fuori che praticamente per quel 70% di scuole che non hanno nulla, perché il 70% delle scuole non ha climatizzazione e ce ne sono molte che non hanno neppure pure il riscaldamento. Ecco, la media verrebbe di circa 57 euro”.
“L’ennesima polemica col ministro sui numeri non è la prima volta, accade tutti gli anni, e tutti gli anni il ministro dà numeri, non corrispondenti alla realtà, o meglio, omette una parte una fetta importante di precariato per ridurre e abbassare i numeri. Tra l’altro la cosa incredibile è che ha anche rinunciato da 2 anni ormai a pubblicare quello che era una volta, una sorta di dossier che ci dava contezza del numero degli incarichi a tempo determinato del personale, ha smesso. Non è più possibile leggere quanti sono i numeri dei precari, però noi li sappiamo ed è bene ribadirlo. Lo scorso anno, nella scuola pubblica italiana ci sono stati 302.000 incarichi a tempo determinato. Stiamo parlando di una percentuale altissima se rapportata al numero del personale che è molto molto elevato, cioè vuol dire che praticamente uno su quattro è precario tra docenti e ATA. Noi abbiamo calcolato che a inizio settembre stavamo già a circa 212.000 incarichi a tempo determinato. Lui ha contestato questi dati, ma sfortunatamente contestandoli li ha confermati perché a quella cifra i 150.000 vanno messi 60.000 ATA e poi un numero di deroghe su sostegno che non è ad oggi, conosciuto. Se noi pensiamo che la precarietà che è ormai strutturale nella scuola, perché vorrei che sgombrassimo il campo da un’idea per cui sono situazioni che possono variare, no? È strutturale ed è strutturale soprattutto in alcuni ambiti. Il sostegno agli alunni con disabilità è uno di questi. Quando ci sono più precari che posti a tempo indeterminato sul sostegno vuol dire che c’è qualcosa che non va, no?”
“Ricordiamo che l’Istat nel suo ultimo report ci ha detto che il 50% dei ragazzi cambia insegnante di sostegno ogni anno e una buona percentuale anche durante l’anno, lo dice l’Istat. Non si risolve questo chiedendo con la scelta reputazionale. Quella che ha fatto il ministro, vi è piaciuto il docente? Allora, ve lo confermo, non funziona così, anche perché ovviamente questo mette in discussione un principio di trasparenza che è importante nei settori pubblici. Come si fa? Si devono stabilizzare quei posti perché cambiano gli insegnanti, perché quei posti non sono stabili e quindi sono soggetti a non poter essere coperti da messi ruolo o sono soggetti ai cambiamenti nel caso in cui ci sia la possibilità di avere un incarico più vicino o un incarico nella materia”.