Home Archivio storico 1998-2013 Estero Assunzioni, per l’Idv il compromesso con l’Aran è inaccettabile

Assunzioni, per l’Idv il compromesso con l’Aran è inaccettabile

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Dopo la Flc-Cgil, anche i partiti d’opposizione si pongono con criticità nei confronti dell’accordo raggiunto martedì tra l’Aran ed i sindacati per l’assunzione immediata di circa 30.500 docenti e 36.500 Ata: l’annullamento in busta paga degli aumenti tra il terzo e l’ottavo anno, in cambio delle immissioni in ruolo su tutti i posti vacanti, non sono stati per niente ben digeriti. Secondo Maria Letizia Bosco e Ilaria Persi, responsabili nazionali scuola Italia dei Valori, con questa decisione si “continua sulla strada intrapresa della violazione dei diritti dei lavoratori”. La revisione del Ccnl viene interpretata come un’alterazione della “progressione stipendiale a svantaggio dei lavoratori. Tale pesantissimo sacrificio appare, ai nostri occhi, inaccettabile, anche perché si somma ad una serie di altri provvedimenti, non da ultimo, quelli contenuti all’interno della manovra finanziaria di luglio, imposti con costanza e coerenza sempre ed esclusivamente a danno dei lavoratori”.
La coppia di parlamentari si produce, quindi, in un elenco di punti che il Miur avrebbe gestito in modo inadeguato: si va dalla formazione delle “classi pollaio” ai “dirigenti scolastici costretti a respingere le domande di iscrizione qualora esse comportino il superamento del limite di classi imposto dal Ministro con parametri sempre più restrittivi”.
Sotto accusa è anche la parte del Decreto Sviluppo, la legge 70/2011, art. 9 c. 17, attraverso cui “lo stesso decreto che, tra le altre cose, nega proprio a questa categoria di precari il diritto alla trasformazione del contratto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato, trascorsi almeno 36 mesi, in palese contrasto con la normativa europea in materia di stabilizzazione”.
Forti perplessità vengono espresse, infine, per la nuova formulazione delle classi di concorso, dalla quale emergerebbe il “totale disinteresse dimostrato nei confronti di insegnanti appartenenti ad alcune classi di concorso, come ad esempio, la A052 (latino e greco al liceo classico), che, dopo aver per anni prestato servizio nelle nostre scuole e aver maturato, come del resto i loro colleghi, diritto al riconoscimento della loro professionalità, sono destinati all’imminente estromissione dal mondo del lavoro”.
Per le rappresentanti dell’Idv la conclusione è amara: si tratta di una serie di “tappe” normative che stanno portando i lavoratori della scuola verso la progressiva eliminazione dei loro diritti fondamentali.