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08.04.2026

Aumenti stipendi docenti, per Valditara è un risultato storico, ma Flc Cgil tuona: “Tra i più bassi d’Europa”

Mercoledì 8 aprile si è svolto un question time alla Camera dei Deputati con la partecipazione del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che ha risposto a interrogazioni su temi che spaziano dalla propaganda ideologica negli istituti scolastici all’educazione digitale dei minori, fino alle misure di rafforzamento economico e professionale del personale della scuola.

Il contratto: un risultato “storico” secondo il ministro

Al centro del dibattito, la recente sottoscrizione, avvenuta il 1° aprile 2026, della parte economica del nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro per il comparto istruzione e ricerca, relativo al triennio 2025-2027. Si tratta del terzo contratto firmato nel corso di questa legislatura: dopo la chiusura del CCNL 2019-2021 nel novembre 2022 e la firma del CCNL 2022-2024 nel novembre 2025, l’attuale pre-intesa rappresenta, secondo il Ministero, un ulteriore passo nel percorso di riconoscimento economico e professionale degli insegnanti e del personale scolastico. Valditara aveva già anticipato questa linea a margine del XIII congresso Snals a Roma, sottolineando il ruolo del contratto come leva di valorizzazione, insieme al welfare e alla tutela dell’autorevolezza dei docenti. Intervenendo alla Camera, il ministro ha dichiarato: “Il risultato è storico. Sin dal primo giorno abbiamo scelto di restituire centralità ai lavoratori della scuola. Accanto alle retribuzioni ci siamo concentrati sull’autorevolezza dei docenti, con la riforma della condotta, l’investimento nel welfare del personale scolastico, come per quanto riguarda la copertura assicurativa per il personale. Questi sono i fatti concreti”. Ha poi aggiunto: “Stipendi incrementati, diritti rafforzati e tutele estese. Proseguiamo per restringere il gap dei docenti”.

La replica della FLC CGIL: “Toni trionfalistici” e stipendi tra i più bassi d’Europa

La risposta del sindacato non si è fatta attendere. Nella stessa giornata, la Federazione dei Lavoratori della Conoscenza della CGIL ha diffuso una nota in cui invita il ministro a ridimensionare i toni. “La FLC CGIL consiglia al ministro Giuseppe Valditara toni meno trionfalistici riguardo la sottoscrizione dei contratti Istruzione e Ricerca”, si legge nel comunicato. “La narrazione proposta si scontra con la dura realtà: docenti e personale ATA continuano a percepire stipendi tra i più bassi d’Europa e anche molto distanti da quelli del resto della pubblica amministrazione nel nostro Paese”. Il sindacato contesta in particolare le risorse stanziate per il rinnovo del CCNL 2022-2024, definite insufficienti: secondo la FLC CGIL, tali risorse coprirebbero appena un terzo dell’inflazione registrata nel triennio, determinando di fatto un ulteriore impoverimento salariale reale per i lavoratori del comparto.

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