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Aumento di 14 euro e scuola regionalizzata: “al peggio non c’è mai fine”

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“Al peggio non c’è mai fine”. La proposta di adeguamento salariale che il Governo dovrebbe fare ai sindacati del personale scolastico sembra confermare a pieno tale vecchio adagio.

Non possono rassicurare le parole del Ministro che spiega come ci siano margini per inserire in corso d’opera ulteriori risorse. Parole che servono solo a confermare l’attuale scarsa disponibilità di fondi.

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Il Governo gialloverde, per ciò che riguarda l’istruzione pubblica, sta ormai da tempo dimostrando di voler rimanere nella scia di quanto fatto dai Governi precedenti. Poco cambia e quel poco cambia in peggio.

Intanto le Regioni continuano la loro battaglia per la regionalizzazione dell’istruzione.

Regionalizzazione che accelererebbe il processo di aziendalizzazione delle scuole, che aprirebbe un mercato enorme all’istruzione privata, ma che il personale della scuola pubblica potrebbe accettare di fronte al fallace miraggio di un contratto regionale della scuola.

Il PSI teme il combinato disposto tra azione del Governo, di fatto a trazione leghista, e richieste di autonomia di alcune Regioni. Un combinato disposto destinato ad accelerare e rendere ancor più profonde le differenze della nostra società.

 

Luca Fantò – Referente nazionale PSI scuola