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24.04.2026

Aumento stipendi ATA, cosa prevede l’ultimo CCNL? Gli incrementi medi e gli arretrati (che per FederAta non bastano)

Sono tra i protagonisti del mondo della scuola, con responsabilità che nel corso degli anni sono cresciute sempre di più. Gli stipendi, denunciano invece i rappresentati sindacali, non sono stati incrementati di conseguenza. Parliamo del personale ATA (Amministrativo, Tecnico e Ausiliario), essenziale per mandare avanti la scuola, dal punto di vista tecnico, logistico e gestionale. La parte economica del Contratto Collettivo Nazionale 2025/27, firmata nelle scorse settimane all’ARAN, prevede degli aumenti anche per questa categoria. Peccato che, secondo i sindacati, non basti.

“Il personale ATA viene spesso considerato come lo ‘zerbino di turno’. Negli ultimi trent’anni sono cambiati i nomi dei profili (da bidello a collaboratore scolastico), ma dal punto di vista economico non è cambiato nulla”, ha detto Giuseppe Mancuso, presidente di FederAta, nel corso della nuova puntata di “Scuola Talk”, la trasmissione di approfondimento settimanale de La Tecnica della Scuola, online sui nostri canali YouTube e Facebook a partire dalle 19.00. In studio anche Maurizio Primo Carandini, dirigente divenuto noto per aver elargito spontaneamente dei benefit economici ai propri collaboratori scolastici, così da valorizzare il loro impegno a favore dell’istituto.

Tornando al CCNL 2025/27 (che verrà firmato definitivamente dopo la discussione della parte normativa) l’aumento medio previsto per il personale ATA è di 107 euro mensili. Una cifra inferiore rispetto a quella destinata ai docenti, che si attesta a 143 euro, ma che rappresenta comunque un incremento stabile e strutturale. Il divario tra le due categorie si conferma anche negli gli aumenti complessivi accumulati negli ultimi rinnovi contrattuali. A partire dal CCNL 2019/21, infatti, gli incrementi arrivano a 633 euro per il personale ATA, contro gli 855 euro riconosciuti agli insegnanti. Una differenza significativa, che riflette ancora una volta il diverso livello retributivo tra le due componenti del sistema scolastico.

Sul fronte delle tempistiche, le indicazioni arrivano dalle organizzazioni sindacali. Per quanto riguarda gli arretrati, la stima della FLC CGIL indica un possibile pagamento entro il mese di giugno. Più in generale, secondo ANIEF, gli aumenti potrebbero iniziare ad arrivare entro l’estate, dando così un primo segnale concreto ai lavoratori. Il pieno effetto del contratto, però, si vedrà nel tempo: l’incremento sarà infatti a regime dal 1° gennaio 2027, quando tutte le voci retributive previste entreranno stabilmente in busta paga. Peccato che, secondo i sindacati, non si tratta di aumenti sufficienti.

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