Prima Ora | Notizie scuola dell'11 maggio 2026

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24.04.2026
Aggiornato il 25.04.2026 alle 11:38

Indicazioni Nazionali licei, Valditara ha dubbi sui “Promessi sposi” spostati al quarto anno: sì invece a divisione storia-geostoria, riforma Stem, corsi empatia, più storia Occidente

“È una proposta della Commissione, ha una sua ragionevolezza ma ho qualche perplessità perché ritengo che i Promessi Sposi” di Manzoni “siano particolarmente formativi anche per un giovane di 14/15 anni. Penso sia prematuro, dare per scontata questa innovazione”: a dirlo è stato il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, commentando la proposta arrivata dalla Commissione ministeriale, guidata da Loredana Perla, di far slittare lo studio del libro “I Promessi Sposi” al quarto anno del liceo poiché il testo viene da più parti considerato assai difficile e quindi non consigliato per studenti che hanno meno di 17 anni.    

Come abbiamo avuto modo di scrivere, nella bozza delle nuove Indicazioni Nazionali per i licei c’è scritto, in particolare, che il romanzo di Manzoni non sarà più vincolante al biennio: l’insegnante può sostituirlo con altri libri più accessibili linguisticamente, rimandando la lettura al quarto anno, quando si studia la letteratura dell’epoca manzoniana.

Intervistato dal Gr1, Valditara si è quindi sbilanciato su quelli che ritiene i punti cardine delle nuove Indicazioni Nazionali della scuola secondaria, la cui prima bozza è stata resa pubblica un paio di giorni fa, il 22 aprile, in vista di un confronto con associazioni e parti interessate per la sua adozione comunque prevista non prima del 2028.

Le novità che Valditara gradirebbe venissero approvate sono invece, ha detto il Ministro, quelle che riguardano “la divisione tra storia e geostoria, la riforma delle materie Stem, l’educazione alle relazioni e all’empatia“.

Infine, per quanto riguardo lo studio della Storia, dal primo al quinto anno dei licei italiani, si è così espresso: “Continueremo a dare spazio e rilievo alle tante civiltà, ma ridiamo centralità alla storia dell’Occidente“, ha concluso il titolare del Mim.

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