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24.04.2026

“Il personale Ata è bistrattato, cambiano i nomi dei profili, ma economicamente non è cambiato nulla”: lo dichiara Mancuso (FederAta)

È dedicata proprio al mondo ATA la nuova puntata di “Scuola Talk”, la trasmissione di approfondimento settimanale de La Tecnica della Scuola. Ospiti di questa puntata Giuseppe Mancuso, presidente di FederAta, che rappresenta la categoria a livello sindacale, e Maurizio Primo Carandini, dirigente dell’Istituto “Paolo e Rita Borsellino” di Valenza (Alessandria), divenuto noto per aver elargito spontaneamente dei benefit economici ai propri collaboratori scolastici, così da valorizzare il loro impegno a favore dell’istituto. Un gesto che ha fatto in breve il giro d’Italia.

Le parole del sindacato: “Il personale Ata è bistrattato”

Durante la trasmissione, Giuseppe Mancuso (FederAta) ha dichiarato: “È evidente che il personale ATA sia bistrattato. Ritengo che lo Stato, in qualità di datore di lavoro, non si stia comportando correttamente nei nostri confronti. Questa situazione è legata a due fattori: l’inquadramento giuridico ed economico e l’aumento spropositato delle responsabilità che gravano sia sui collaboratori scolastici che sulle segreterie. Negli ultimi trent’anni sono cambiati i nomi dei profili (da bidello a collaboratore scolastico), ma dal punto di vista economico non è cambiato nulla. Di fatto, sono aumentati il carico di lavoro e le responsabilità, rendendo la categoria vittima di un trattamento inadeguato”.

E ancora aggiunge: “Il sistema di reclutamento va cambiato perché il lavoro a scuola si è evoluto. Un tempo il carico di lavoro in segreteria era nettamente inferiore; oggi, invece, svolgiamo pratiche che sarebbero di competenza dei funzionari INPS. La scuola è stata a lungo un ammortizzatore sociale, frutto di un compromesso tra modalità di reclutamento e stipendi bassi, ma oggi questo modello non è più sostenibile. Sebbene sia favorevole ai concorsi ordinari per superare il ‘reclutamento selvaggio’, è indispensabile che lo stipendio aumenti. Attualmente, un collaboratore scolastico o un assistente amministrativo con un figlio a carico si trova al limite della soglia di povertà. Non è più accettabile che il personale debba vivere in condizioni di indigenza con l’attuale livello retributivo”.

“La burocrazia scolastica è aumentata del 10.000%. Negli anni, il profilo dell’assistente amministrativo è passato da ‘impiegato d’ordine’ a ‘impiegato di concetto‘, ma senza alcun adeguamento salariale. Oggi, un assistente deve possedere competenze trasversali, agendo quasi come un avvocato, un commercialista o un tecnico informatico per gestire le complesse pratiche che prima erano di competenza dei Provveditorati o dell’INPS”.

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