Nei prossimi giorni prende avvio nell’aula della Camera l’esame del disegno di legge “Istituzione del Giorno del ricordo della strage dei piccoli martiri di Gorla” su cui già si è pronunciata la Commissione Affari Costituzionali.
La strage di Gorla, la cui memoria nel corso degli anni si è sempre più affievolita, fu uno degli episodi più drammatici della seconda guerra mondiale.
Il 20 ottobre 1944, durante un bombardamento aereo alleato, il quartiere di Gorla di Milano venne duramente colpito e una bomba cadde nel vano scale della scuola elementare Francesco Crispi, causando la morte di 184 bambini e di 19 membri del personale scolastico.
L’attacco rientrava in una più ampia operazione delle Forze Aeree dell’Esercito degli Stati Uniti (USAAF), che aveva come obiettivi alcuni importanti stabilimenti industriali della zona milanese. In particolare, il 451° Bomb Group, incaricato di colpire la Breda di Sesto San Giovanni, sbagliò la rotta di attacco e, impossibilitato a tornare sull’obiettivo, sganciò il carico di bombe a sud-est del bersaglio. L’operazione risultò un fallimento dal punto di vista militare, come evidenziato anche nelle relazioni ufficiali dell’epoca.
Alle 11:14 venne dato il piccolo allarme e, dieci minuti dopo, il grande allarme. Nella scuola Francesco Crispi, che ospitava circa 200 bambini, le operazioni per raggiungere il rifugio situato sotto le scale erano ancora in corso quando, alle 11:29, caddero i primi ordigni. La bomba che colpì la tromba delle scale fece crollare l’edificio, travolgendo rifugio e alunni: solo pochi bambini erano riusciti a mettersi in salvo.
Il recupero delle vittime fu difficile e rallentato dal maltempo dei giorni successivi. Il bilancio finale fu drammatico e segnò profondamente la memoria della città. Nel 1947, per commemorare i piccoli martiri e le altre vittime della strage, venne eretto il Monumento Ossario in piazza dei Piccoli Martiri, nel quartiere Gorla, ancora oggi luogo di ricordo e riflessione.
La scelta di indicare il giorno dell’anniversario della strage di Gorla quale momento celebrativo per poter ricordare e riflettere su questa tragedia incredibilmente dimenticata – si legge nella relazione illustrativa del disegno di legge – è anche un modo per riparare a tanti anni di oblio, durante i quali essa è stata relegata nel dimenticatoio, nonostante le oltre duecento vittime tra alunni e insegnanti, che l’hanno resa, con ogni probabilità, la più grave tragedia che abbia mai investito il mondo della scuola nell’ultimo secolo”.
Secondo i parlamentari che hanno presentato la proposta “le rievocazioni nelle scuole del Giorno del ricordo del 20 ottobre contribuiranno a rafforzare una più sentita consapevolezza degli orrori della guerra oltre a diffondere una maggiore conoscenza storica di avvenimenti che ancora oggi sono poco conosciuti e divulgati”.