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16.10.2026

Banda minicar, Crepet: “La scuola è complice”. Galiano sbotta: “Venite a vedere come lavoriamo noi docenti”, il botta e risposta in tv

Ieri, 15 ottobre, nel corso della puntata del programma di La7 Ignoto X – Dentro e oltre le storie di cronaca, si sono confrontati il professore e scrittore Enrico Galiano, e lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet, in merito alla vicenda della banda della minicar, formata da due minorenni che per “noia” hanno seminato il panico alla guida di una vettura a Roma qualche giorno fa.

Lo stesso Galiano ha condiviso sui social un estratto della trasmissione, commentando così: “Sarò sincero: quando mi hanno invitato, non sapevo ci fosse anche il professore. E giuro che all’inizio mi sono detto: dai Enrico, fai il bravo! Poi però ha iniziato a sparare contro la scuola e, come dire, mi si è un po’ chiusa la vena”.

La scuola è davvero fallita?

Ma cosa è successo? Ecco le parole di Crepet contestate dal docente: “Cresciuti senza sapere cosa sia la frustrazione, e di questo è complice la scuola, che ha tolto qualsiasi capacità di valutazione”.

Galiano ha replicato così: “Forse prima di dire ‘fallimento della scuola’ bisogna entrarci e rendersi conto che noi facciamo un lavoro pazzesco per cercare di sopperire alle mancanze delle famiglie. Ci spacchiamo letteralmente la schiena, il problema è che non abbiamo gli strumenti. Possiamo avere classi di 28 studenti, che sono 28 casi ognuno”.

“La scuola viene continuamente svilita e mi tocca sentire persone di tutto rispetto come Crepet che danno la colpa alla scuola. Venite a scuola a vedere come lavoriamo e diteci se è possibile sostenere davvero i ragazzi. Tante volte non ce la fa neanche il più bravo insegnante del mondo”.

Questa la risposta, sempre durante la puntata, di Crepet: “Non ho mai detto che la scuola sia colpevole, non siamo in un tribunale. Ho detto che la scuola ha fallito in tante cose, ad esempio nella sua capacità di essere un’agenzia esigente. Se la scuola promuove il 99% degli studenti è fallita”. Ma Galiano ha insistito: “Ormai qualsiasi pedagogista potrà confermare che il numero delle bocciature non è il metro da usare, spesso i bocciati vengono da famiglie che partono svantaggiate”.

Il precedente scontro in tv

Non è la prima volta che i due si fronteggiano in televisione. Due anni fa c’è stato un interessante faccia a faccia tra i due a Dilemmi, su Rai3, secondo due diverse prospettive. Ecco il loro botta e risposta.

Crepet: “Percepisco preoccupazione, le persone sono disorientate. L’educazione democratica, secondo cui siamo tutti uguali, è fallimentare. C’è un disagio nell’età evolutiva. Noi abbiamo contestato i nostri genitori per diventare servi dei figli. Questo è un fallimento”.

Galiano: “Quando ho iniziato un docente mi ha consigliato di avere uno sguardo triste in classe. Devi fare vedere che sei arrabbiato, così i ragazzini si calmano. L’insegnamento è una branca della recitazione. A volte ho usato questo approccio, ma poi col tempo ho capito che con l’allegria si ottengono più risultati. Le emozioni che proviamo mentre impariamo si fissano nella memoria e si collegano alla nozione. Se impariamo qualcosa con la paura resterà sempre la paura di quel concetto”.

“Voi vi fareste curare l’appendicite con gli strumenti del 1800? No. Perché ci sono approcci come questo ancorati a strumenti del passato. Ad esempio, il voto in condotta“.

Crepet: “Pensare che l’autorevolezza sia uno scartino dell’Ottocento mi sembra ingenuo. O sei autorevole o non conti niente. Non c’è nulla di così strano dell’autorevolezza. Trovo bizzarro che si parli di emozioni. Ma oggi non ci sono più. Un’emozione non può essere un’emoticon. Dire che l’educazione di oggi è un disastro non vuol dire appartenere alla scuola di De Amicis. La scuola deve essere autorevole per cui se io uso un coltello contro un prof qualcosa deve accadere, senza pensare a quali problemi aveva un ragazzo. Non bisogna mandarli a casa, i ragazzi hanno bisogno di più scuola”.

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