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Barzaghi (Rifondazione) e ministro Moratti quasi d’accordo

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Farà certamente discutere la lettera aperta di Giansandro Brazaghi (Rifondazione comunista), assessore all’istruzione alla Provincia di Milano sulla vicenda della scuola islamica di via Quaranta.
Barzaghi osserva innanzitutto che nel dibattito seguito alla chiusura della scuola sono emersi due modelli che vanno entrambi rifiutati: “uno è quello della destra che propone un’assimilazione nei valori della cultura occidentale; l’altro è quello di comunità chiuse al loro interno, proiettate unicamente verso i loro valori e le loro tradizioni”.
La soluzione giusta, secondo Barzaghi, “è quella della scuola statale, che garantisce quel pluralismo e quell’interculturalità che produce, essa sì, un vero processo di integrazione”.
Sembra quasi di leggere le parole del Ministro che il 9 settembre aveva dichiarato: “Soltanto nel sistema pubblico si realizza la piena integrazione degli alunni. Sono contraria a soluzioni che isolino gli alunni islamici, perché questo significa negare la possibilità di un’integrazione piena. Sono favorevole all’inserimento degli alunni islamici nelle scuole pubbliche, perché soltanto così si garantisce il pieno rispetto dell’identità culturale propria e altrui”.
Ma l’assessore di Rifondazione Comunista aggiunge: “Non basta dire solo scuola statale, bisogna anche esplicitare che tipo di integrazione deve essere perseguita nella scuola statale e con quali risorse; ad esempio: attivazione di corsi di lingua araba o presenza di facilitatori di apprendimento, che invece vengono negati”.
E, per l’immediato Barzaghi formula anche una proposta che provocherà non pochi dissensi, anche all’interno dello schieramento di centro-sinistra: “Di fronte ad un’esperienza così dura e chiusa come quella di via Quaranta, si tratta di individuare un primo passo nella direzione dell’integrazione attraverso la scuola paritaria con programmi ed insegnanti italiani che non si capisce perché venga concessa alle scuole cattoliche o ebraiche e non a scuole come quella di via Quaranta. Una scelta rigorosa ma aperta al dialogo”.

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