Abbiamo lavorato in silenzio, con coscienza. Abbiamo garantito continuità, presenza, relazioni stabili a bambini con disabilità. Abbiamo fatto tutto quello che ci veniva chiesto — e anche di più. Oggi che l’anno scolastico 2024/2025 è concluso, abbiamo a tutti gli effetti maturato tre anni su sostegno nella scuola statale. Ma per lo Stato… non esistiamo.
Il paradosso
L’articolo 6 del DL 71/2024 ha istituito un percorso riservato per chi ha maturato tre annualità su sostegno, con l’obiettivo di abilitare chi ha già dimostrato sul campo di saper fare questo mestiere. Il decreto è chiaro: “Uno o più percorsi” da avviare entro dicembre 2025. Eppure il primo ciclo è stato riservato solo a chi aveva già chiuso il triennio entro giugno 2024, escludendo chi — come noi — ha completato il terzo anno al 30 giugno 2025. Sì, completato. L’anno è finito. Il servizio è svolto. I contratti sono firmati. Eppure: fuori.
La discriminazione strutturale
Chi ha appena concluso il terzo anno:
Una trappola burocratica, che cancella con una data l’esperienza di centinaia di docenti.
Il nostro curriculum? Il COVID
Molti di noi hanno iniziato ad insegnare nel pieno della pandemia:
Oggi siamo gli stessi che hanno garantito stabilità e relazione per anni. Ma ci viene detto che non bastiamo.
La richiesta è semplice
Se l’anno è finito, e abbiamo i tre anni, siamo triennalisti a pieno titolo. E vogliamo essere ammessi subito al secondo ciclo dei percorsi INDIRE, come previsto dalla norma.
In sintesi:
Non abbiamo barato.
Non abbiamo comprato titoli.
Abbiamo lavorato.
E oggi vogliamo continuare a farlo. Ma con dignità.
Denise Lazzeretti