Home Contabilità e bilancio Bologna: il coordinamento dei presidenti dei consigli di istituto scrive al premier

Bologna: il coordinamento dei presidenti dei consigli di istituto scrive al premier

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Si riporta il testo di una lettera (http://bologna.repubblica.it/cronaca/2015/02/09/news/scuola_i_genitori_a_renzi_non_tolga_i_soldi_che_il_ministero_ci_deve-106914112/) scritta dal coordinamento dei presidenti dei consigli di circolo e di istituto di Bologna e provincia, e indirizzata al presidente del consiglio Matteo Renzi e al ministro dell’istruzione Stefania Giannini.

Nella lettera si legge: “Il coordinamento dei presidenti dei consigli di istituto di Bologna e provincia ritiene proprio dovere esprimere il proprio giudizio critico riguardo a quanto contenuto nella nota Miur prot. n. 18780 del 22/12/2014 (a firma del direttore generale dott. Greco) indirizzata a molte delle loro istituzioni scolastiche, in cui si ‘auspica la radiazione dei residui attivi, in considerazione della loro vetustà temporale ed attesa l’attuale situazione finanziaria del bilancio dello Stato’ e nella lettera ministeriale (a firma della dott.ssa Crucitti) indirizzata ai soli dirigenti scolastici con la quale l’auspicio diventa una più stringente ‘raccomandazione’ (“si raccomanda di radiare i residui attivi esistenti”). Riteniamo tale auspicio e raccomandazione particolarmente gravi ed inopportuni: non pare particolarmente corretto ed esemplare che un debitore (soprattutto quando si tratta dello Stato) raccomandi al suo creditore (soprattutto quando si tratta di una scuola) di rinunciare a quanto a lui spettante e dovuto”.

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“E’ il caso di ricordare e sottolineare – continua la missiva – che tali residui attivi sono in gran parte dovuti ad anticipazioni di cassa, da parte delle scuole, di spese spettanti allo Stato (in particolare supplenze); anticipazioni di cassa che hanno generalmente attinto dai contributi volontari dei genitori. Radiare tali crediti significherebbe nei fatti radiare contributi richiesti ai genitori e da loro erogati alle scuole, come da legge, per ‘l’ampliamento dell’offerta formativa’ e non certo per coprire spese correnti spettanti allo Stato. Per tali considerazioni, sono i presidenti dei consigli di istituto, a loro volta – e forse più opportunamente – ad auspicare, raccomandare e rinnovare richiesta allo Stato di rimborsare integralmente quanto ancora dovuto, in considerazione della vetustà temporale del credito da troppo tempo aspettato e attesa la attuale difficilissima condizione finanziaria del bilancio delle scuole a cui, nel tempo, le assegnazioni statali sono state sempre più ridotte“.