Home Aggiornamento docenti Bonus 500 euro, Giuliani: era meglio accreditarli pure quest’anno su conto corrente

Bonus 500 euro, Giuliani: era meglio accreditarli pure quest’anno su conto corrente

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  • GUERINI

Va dato merito al governo Renzi di avere introdotto il bonus annuale da 500 euro per l’aggiornamento, ma anche quest’anno sarebbe stato probabilmente meglio accreditare la somma direttamente ai docenti come nel 2015”.

Lo ha detto il nostro direttore, Alessandro Giuliani, nel corso della rubrica settimanale “L’angolo del direttore”, andata in onda il 14 novembre su Radio Cusano Campus.

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I tempi di realizzazione dell’apparato informatico e telematico si stanno confermando lunghi – ha detto Giuliani – : era prevedibile, perché si tratta di introdurre un sistema complesso e rivolto ad una mole altissima di docenti, quasi 750mila. Già per l’acquisizione dell’identità digitale, si prevedono procedure tutt’altro che snelle. Ma proprio perché questi problemi erano prevedibili, peraltro da affrontare in tempi ristretti, sarebbe stato più cauto e funzionale confermare l’accredito direttamente su conto corrente. Come è avvenuto lo scorso anno”.

Quello che non si comprende è come come si fa ad escludere dai rimborsi di formazione e dall’aggiornamento tutti coloro che ne hanno fruito dallo scorso 1° settembre fino ad oggi, ed anche chi si formerà in autonomia nei prossimi 15 giorni: la Buona Scuola, lo abbiamo anche scritto, non prevede “buchi” temporali. È una questione che sicuramente i sindacati metteranno in evidenza. Avendo, a mio avviso, piena ragione”.

Nel corso della trasmissione, il nostro direttore ha anche affrontato altri temi di attualità: le assunzioni al Sud promesse da Renzi (“è vero, ma proprio al Meridione saranno numericamente più ridotte rispetto alle altre zone d’Italia”); l’annuncio del ministro Giannini di stanziare con la Legge di Stabilità un miliardo di euro per la scuola (“una parte andranno alla trasformazione di 25mila cattedre in organico di diritto, altri per borse di studio e ricercatori”); lo sciopero del 14 novembre proclamato dall’Anief (“soprattutto a tutela dei tanti docenti abilitati esclusi dalle GaE, la cui stabilizzazione diventa sempre più complicata”).

 

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