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“Brutti voti in pagella” per il sito Internet del MPI

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Sufficiente in trasparenza e caratterizzazione istituzionale, buono in accessibilità, scarso in utilizzabilità e molto scarso in offerta di servizi: è la pagella del sito Internet del Ministero della Pubblica Istruzione redatta sulla base della ricerca svolta dal Censis in collaborazione con Atenea.
L’indagine è stata condotta con il metodo ARPA (Analisi delle Reti delle Pubbliche Amministrazioni): sulla base di indicatori quantitativi, sono stati calcolati i valori di cinque indici tematici – accessibilità, utilizzabilità, caratterizzazione istituzionale, trasparenza amministrativa, disponibilità di servizi – che esprimono analiticamente le caratteristiche di ciascun sito
e ne misurano il valore in termini di rispondenza qualitativa.
La ricerca ha preso in esame 32 siti dei Ministeri e di altri Enti pubblici di rilevanza nazionale; per ciascuno di essi sono stati misurati i valori di 63 diversi indicatori, relativi ad un’ampia gamma di aspetti differenti, comprendenti le caratteristiche tecniche, le funzionalità, i contenuti e i servizi disponibili.
La maggior parte dei siti presi in esame soddisfa in modo adeguato il criterio della accessibilità che viene posto in primo piano dalla recente direttiva del Dipartimento della Funzione Pubblica.
Il sito del Ministero della Pubblica Istruzione risulta in effetti fra i più accessibili.
I guai riguardano invece l’utilizzabilità ossia la reale fruibilità del sito, la facilità e la soddisfazione con cui può essere utilizzato dagli utenti: su questo parametro il sito del MPI si colloca al di sotto della media dei siti istituzionali e ottiene un punteggio piuttosto basso.
La reale disponibilità di servizi on line è generalmente bassa per la maggior parte dei siti istituzionali (fanno eccezione quelli del Ministero delle Finanze, dell’Inps e del Ministero del Lavoro): ma, su questo parametro, il sito del MPI ottiene uno dei punteggi più bassi in assoluto fra tutti i siti esaminati.
Confrontando i valori dei diversi indicatori i ricercatori del Censis sono pervenuti ad una classificazione dei siti in 4 diverse tipologie: i siti “sensibili alla base” sono quelli attenti più di altri alle richieste di servizi da parte dei cittadini (si collocano in questa fascia – fra gli altri – il sito della Camera, oltre a quelli dei Ministeri delle Finanze e del Lavoro).
I siti dei Ministeri dei Beni Culturali, degli Affari Sociali o della Funzione pubblica vengono invece collocati dal Censis nel gruppo degli “organi ufficiali”:
si tratta di siti hanno valori superiori alla media per tutti gli indici tematici e si collocano pertanto anch’essi tra le migliori realizzazioni della Pubblica Amministrazione centrale on line.
Il sito della Pubblica Istruzione viene invece collocato fra quelli informativi:  
si tratta – spiega il Censis – di siti avari di servizi on line e che, nel loro complesso, hanno valori inferiori alla media, con la sola eccezione della trasparenza amministrativa.
Ma il sito del MPI non è fra i peggiori: una pagella peggiore è quella che accomuna il quarto gruppo, quello dei “servizi potenziali”; si tratta di siti che non raggiungono la sufficienza, se non per l’accessibilità (in questo gruppo vi sono i siti dei Carabinieri e della Protezione Civile, ma anche quello del Quirinale).