Home Politica scolastica “Buona Scuola”: dopo due mesi emergono tutti i limiti

“Buona Scuola”: dopo due mesi emergono tutti i limiti

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A due mesi esatti dalla sua presentazione il Piano Buona Scuola sta incominciando a presentare tutti i suoi limiti, che peraltro la nostra testata aveva anticipato fin dal primo momento.
All’organico funzionale come panacea di tutti i mali della scuola italiana non crede ormai più nessuno o quasi. E’ del tutto evidente che nessun organico funzionale potrà risolvere il problema degli esoneri dall’insegnamento dei vicepresidi; nella migliore delle ipotesi esso potrà servire per una gestione un po’ più flessibile delle supplenze brevi.  
FGU-Gilda parla anzi in proposito di disastro annunciato, mentre è abbastanza evidente che gran parte dell’operazione voluta da Renzi e Giannini sarà finanziata con tagli allo stesso bilancio del Ministero dell’Istruzione: basta esaminare la tabella 7 allegata alla legge di bilancio e relativa al budget del Miur per il triennio 2015/2017 per rendersene conto.

 

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Altro buco nero di non poco conto è quello delle sostituzioni del personale ATA e in particolare dei collaboratori scolastici che potranno essere sostituiti solo per assenze superiori a 7 giorni. Per assenze di durata inferiore si dovrà utilizzare il personale già in servizio al quale potrà essere riconosciuto il pagamento di ore eccedenti.
Anzi già si dice che il fondo di istituto dovrà essere utilizzato prioritariamente per le ore eccedenti, lasciando presagire che per il resto non resteranno grandi cifre.
Ma ormai anche la tanto sbandierata operazione di 150mila assunzioni sta mostrando segni di debolezza, soprattutto perché è del tutto evidente che la nuova “progressione di carriera”  basata sull’acquisizione di crediti formativi, didattici e professionali equivarrà di fatto ad una diminuzione degli stipendi della stragrande maggioranza dei docenti, se non addirittura di tutti.
Insomma quanto da noi paventato già due mesi sta adesso emergendo in modo chiaro. Ovviamente non siamo affatto contenti di aver fatto delle buone previsioni, tutto sommato per il bene della scuola e dei docenti, oggi avremmo quasi preferito scrivere: “Scusate, ma abbiamo sbagliato tutto”.