Il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, in un’intervista a La Repubblica fa il punto sul primo mese di lavoro a Viale Trastevere. Martedì scorso il primo risultato tangibile: l’accordo con i sindacati per l’eliminazione della chiamata diretta, uno dei pilastri della Buona Scuola: “Dobbiamo tornare a una gestione più ordinata e con una programmazione a lunga scadenza. Basta scossoni. Chiamata diretta? Così era troppo discrezionale e con inefficienze. Ora abbiamo criteri oggettivi di mobilità e assegnazione dei docenti.
Dal 2019 concorsi per docenti su base regionale. Significa che prima di fissare le prove spiegheremo a tutti i candidati quanti posti sono disponibili in una regione e su quali discipline. Metteremo vincoli ai neo assunti, almeno tre anni sulla stessa cattedra”.
“Sono pragmatico, cio che funziona si tiene, quello che va migliorato si cambia. Gli incentivi per i docenti resteranno e andranno anche ai precari
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