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C.A.M.P.U.S. per una nuova didattica

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Suggestiva l’idea di ripartire, nella scuola di qualità che si cerca di prefigurare nell’era post-covid, nel documento consegnatoci dal Comitato Tecnico Scientifico del Ministero dell’istruzione, verso obiettivi contenuti e metodologie innovative per la realizzazione di un C.A.M.P.U.S.

Acronimo per cercare di individuare nelle attività collegate alle nuove tecnologie per l’apprendimento, all’arte, alla musica e allo sport dei nuovi paradigmi sociali e culturali che permettano alle nostre scuole di divenire “Comunità di apprendimento” e “comunità di socialità”.

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C.  come COMPUTER per affermare l’importanza e la funzione che le nuove Tecnologie dell’apprendimento e della comunicazione assumeranno sempre di più nella vita dei millennials e delle scuole, cui è assegnato il compito di accompagnarli verso i loro progetti di vita;

C. come COMPUTER come strumento importante di socializzazione dei nativi digitaliattraverso l’iscrizione e l’appartenenza ai social, ai forum, ai canali virtuali prescelti;

C. come CODING, entrata nelle attività didattiche sin dalla scuola primaria come programmazione informatica per imparare la logica necessaria a risolvere i problemi complessi ed esplorazione anche giocosa della logica computazionale;

A. come ARTE per riempire la nostra vita e le nostre scuole di quella creatività, necessaria alle persone e all’umanità per intraprendere percorsi innovativi per gestire i cambiamenti notevoli e repentini di una società complessa;

M. come MUSICA per rilanciare il ruolo di un linguaggio universale necessario per emozionarsi e per riscoprire ruolo importante avuto dagli italiani nella diffusione della cultura musicale nel mondo;

PU. come PUBBLICA POLIS per orientare le nuove generazioni verso la scoperta e a valorizzazione della vita collettiva della propria comunità e le regole della convivenza civile democratica e di una cittadinanza consapevole;

S. come SPORT, importante per il recupero e la valorizzazione del proprio ben-essere fisico espirituale.

Tutti questi nuovi ambiti dell’azione formativa collettiva sintetizzati con l’acronimo CAMPUS possono rappresentare una pista di lavoro per una nuova scuolacapace di “essere un campo in cui allenarsi, insieme, per una vita in cui l’obiettivo fondamentale sia costruire comunità solidali e coese”.

Per conseguire questi risultati si invitano e sollecitano le scuole ad avviare e creare “PATTI EDUCATIVI DI COMUNITÀ” capaci di potenziare quelle attività e competenze che aggiungono carattere di ritrovata socialità.

Patti educativi di comunità che possono e devonofar apprezzare il principio della sussidiarietà orizzontale che consiste nella capacità delle scuole di essere lievito di crescita culturale all’interno dei propri territori. Abbiamo apprezzato e realizzato in questi ultimi venti anni il principio della sussidiarietà verticale, pensata saggiamente con il Trattato di Mastricht, per trasferire decisioni e responsabilità dal centro alle periferie, ma la vera crescita culturale delle nostre comunità si può avere solo se le istituzioni scolastiche, uniche risorse culturali delle contrade d’Italia, nei loro Piani Triennali dell’Offerta Formativa riescono a proiettarsi in questa nuova “mission” di catalizzatori di energie positive.

La sussidiarietà orizzontale deve spingere le scuole, nella costruzione dei Piani Triennali dell’Offerta Formativa, a interfacciarsi con i tanti Stakeholders da considerare, però, non solo come fruitori del servizio, ma trasformarli in attori e Players in un servizio di qualità.

La sussidiarietà orizzontale farebbe diventare i dirigenti scolastici, i collegi docenti e gli organi collegiali, da riformare subito, incubatori, makers e protagonisti di un progetto formativo capace di elevare i Livelli essenziali delle prestazioni adeguati ad un Paese civile e creatori di comunità di apprendimento che permetta ai giovani di appropriarsi del “gusto del futuro”.

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