Home Attualità Calenda dice qualcosa ‘di sinistra’: “Ripensare Job act e Buona Scuola”

Calenda dice qualcosa ‘di sinistra’: “Ripensare Job act e Buona Scuola”

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Il neo iscritto al Partito Democratico, Carlo Calenda, ha un manifesto per il futuro della sinistra. O meglio è quello che si evince dal discorso pronunciato durante la presentazione del libro dell’ex presidente dell’Istat, Enrico Giovannini “L’utopia sostenibile”.

Calenda è un ex manager, per lungo tempo collaboratore di Luca Cordero di Montezemolo e tra i fondatori di Scelta Civica. È entrato al governo come viceministro dello Sviluppo economico nel 2013, durante il governo Letta, poi ministro dello Sviluppo economico nei governi Renzi e Gentiloni.

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L’attuale ministro dello Sviluppo economico è stato molto critico con l’ultimo governo e con la sinistra, italiana ed europea in generale: per esempio ha detto che la sinistra moderna, quella nata e cresciuta negli ultimi 20 anni è “morta” e che ce ne vuole una nuova. “Una delle ragioni per cui la sinistra è morta è perché ha dato messaggi motivazionali invece che di comprensione della realtà, dovuto al fatto che si è costruito un pensiero semplificato”, ha aggiunto.

Job act da rivedere

Calenda ha poi precisato che non intende abolire il Jobs Act, ma che bisogna rafforzare la parte che riguarda le protezioni sociali. “Che difenda il posto di lavoro e non il lavoro in sé, che offre protezione. Il Jobs act è sbagliato non per l’abolizione dell’articolo 18, ma perché contiene un indebolimento sostanziale degli ammortizzatori sociali”

Scuola

“Servono investimenti maggiori. E non è vero che se vai da un vecchio e gli offri un cambio tra l’assistenza sanitaria e soldi maggiori sulla formazione, lui risponderà di no. Penserà ai figli e ai nipoti”