Vacanze, ponti lunghi, tempo libero da programmare per grandi e piccoli. I calendari scolastici sono al centro del dibattito nazionale ed europeo: alcune realtà desiderano raccogliere le settimane di ferie in estate, mentre altri prediligono la distribuzione equa durante l’anno scolastico. Influisce la tradizione, l’inizio e la fine dell’anno scolastico, il clima e le festività nazionali. Anche il settore turistico locale avrebbe una voce in capitolo, al fine di promuovere la movimentazione di masse turistiche – in particolare le famiglie – tra le destinazioni in voga per la stagione. Anche la Ministra del Turismo Santanché ha riacceso il dibattito pubblico sulla durata e distribuzione delle vacanze scolastiche, proponendo di ridurre le vacanze estive e distribuire le pause in periodi più equi lungo l’anno. Ciò al fine di regolamentare con maggior facilità i flussi turistici durante l’anno ed evitare i pienoni che paralizzano infrastrutture stradali, ferroviarie, aeroportuali e recettive. E in Europa?
In Europa la durata delle vacanze estive scolastiche varia notevolmente da paese a paese. L’Italia, insieme a Grecia e Irlanda, detiene il record con circa 12–14 settimane di pausa estiva, intervallate solo da brevi interruzioni a Natale e Pasqua. Seguono Spagna, Finlandia e Austria, dove le vacanze durano 9–10 settimane, leggermente più brevi ma comunque lunghe rispetto alla media europea. Francia, Slovenia e Portogallo presentano un modello intermedio, con circa 8 settimane di vacanza, integrate da pause autunnali e primaverili. Paesi come Germania, Paesi Bassi, Belgio francofono e Danimarca si collocano nella fascia delle 6–7 settimane, con pause distribuite lungo l’anno scolastico per limitare la perdita di apprendimento. Infine, Regno Unito e Irlanda del Nord adottano un calendario scolastico più frammentato, con vacanze estive molto brevi, inferiori alle 6 settimane, compensate da numerosi intervalli più corti durante l’anno.
In Italia l’idea che sta circolando – e che ha riacceso il dibattito pubblico sul tema – non è ancora una riforma concreta, ma piuttosto un percorso di confronto politico e istituzionale su come ripensare il calendario scolastico per adattarlo ad altri modelli europei. La proposta è stata rilanciata soprattutto da Daniela Santanchè, Ministra del Turismo, che ha spiegato di voler lavorare insieme al collega Giuseppe Valditara, Ministro dell’Istruzione, per valutare modifiche al calendario scolastico italiano proprio con l’obiettivo di destagionalizzare il turismo e favorire spostamenti e viaggi delle famiglie anche fuori dai tradizionali picchi estivi e festivi. Secondo Santanchè, attualmente le vacanze concentrate in pochi periodi dell’anno – soprattutto il lungo stop estivo – riducono le possibilità di movimento e concentrano la domanda turistica, con pressioni su località e costi elevati per tutti. In termini pratici, l’idea sarebbe quella di ridurre gradualmente la durata delle vacanze estive e di distribuire pause più brevi nel corso dell’anno scolastico, ispirandosi ai calendari di altri Paesi europei dove le interruzioni sono più frequenti e l’estate meno lunga.