Il personale ATA merita di avere accesso alla Carta Docente. Questo il grido di centinaia di collaboratori scolastici e assistenti amministrativi che hanno risposto ad un sondaggio della Tecnica della Scuola dedicato stavolta non ai docenti ma al mondo ATA: a pensarla così sono quasi nove amministrativi, tecnici e ausiliari su dieci.
Quando si parla di scuola spesso si pensa solo ed esclusivamente agli insegnanti, e non agli altri membri del personale scolastico che sono altrettanto importanti. Anzi, il personale ATA viene spesso bistrattato e trattato come fosse l’ultima ruota del carro.
Gli ATA si sentono davvero poco considerati? Sì, la percezione è proprio questa. E a confermarlo, ancora con il nostro sondaggio, sono sempre nove ATA su dieci.
La rilevazione on line ha coinvolto in modo diretto 975 persone: hanno partecipato 639 ATA, 282 docenti, 21 genitori e 6 dirigenti scolastici.


I dati sono molto interessanti e restituiscono una fotografia quasi impietosa della condizione del personale ATA: ben 611 su 639 collaboratori scolastici e assistenti amministrativi si sentono bistrattati e poco considerati.
I docenti non la pensano così: il 70% degli insegnanti intervistati (ben 199 su 282) non crede che questa percezione che hanno gli ATA corrisponda alla realtà.

In merito alla Carta del Docente da estendere al personale ATA, la risposta della categoria è praticamente univoca: 625 su 639 ATA intervistati, praticamente la totalità, la vorrebbero spendere per formarsi, aggiornarsi o acquistare strumenti utili per lavorare.
Particolare la risposta degli insegnanti, che forse temono ulteriori riduzioni del bonus, la cui cifra quest’anno è stata decurtata da 500 a 380 euro, in caso di ulteriore allargamento della platea dei beneficiari: 217 docenti su 282 (il 76,95%) non credono sia giusto estendere la Carta Docente agli ATA.

Ecco alcune delle opinioni raccolte a caldo da parte dei partecipanti al sondaggio.
“Sono un assistente tecnico AR02, spesso devo formarmi a spese proprie, per supportare le tante esigenze dei docenti in laboratorio. Il supporto ai docenti ormai è diventato indispensabile, e sarebbe utile un sussidio come la carta docenti per fare fronte alle nuove tecnologie e software”.
“Sempre di più sono richieste competenze e conoscenze che vanno ben oltre i meri compiti amministrativi, anche gli AA devono potersi formare e aggiornare non a proprie spese”.
“Darla solo ai docenti appare un privilegio ingiusto, il personale ATA che lavora in segreteria ha bisogno di device digitali in misura nache maggiore rispetto ai docenti. Inoltre, dal momento che ormai la carta si configutra come carta dei servizi, non si capisce perché da tali servizi debbano restare esclusi solo gli ATA”.
“Sono favorevole perché l’ATA è sempre l’ultima ruota del carro”.
“Gli Ata hanno bisogno di aggiornarsi senza pagare allo stesso livello dei docenti”.
“È importante che anche il personale scolastico abbia la possibilità di usufruire di un incentivo economico per migliorare il suo bagaglio culturale”.
“La Carta è utile anche a noi quando abbiamo i corsi la maggior parte non ha un tablet o computer per poterlo fare”.
“Il ruolo degli ATA è cambiato moltissimo, oggi l’asticella si è alzata, se ogni anno chiedono sempre più competenza specifiche (vedi attestato di alfabetizzazione) sostenendo costi non indifferenti per non restare indietro la risposta vien da sé… perché no?”.
“Non sono d’accordo, perché il bonus nasce come supporto all’attività didattica dei docenti. Anche noi abbiamo uno stipendio basso rispetto alla media europea”.
“La Carta dovrebbe servire per aggiornamenti finalizzati a nuove tecniche di apprendimento o nuovi contenuti da proporre agli studenti”.
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Precisiamo che l’indagine è stata realizzata dalla testata giornalistica “La Tecnica della Scuola” nel periodo che va dal 17 al 20 aprile 2026. Hanno partecipato 975 lettori. Il sondaggio non ha carattere di scientificità: i risultati derivano da conteggi automatici.