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Aggiornato il 13.12.2025
alle 10:11

ChatGPT e Gemini danno risposte verosimili o false, sindacati base contro intelligenza artificiale Big Tech a scuola: sì relazione umana e software libero

ChatGPT e Gemini sono software in grado di svolgere fino in fondo il ruolo di “tutor per l’apprendimento personalizzato”? Secondo alcuni docenti e sindacati di base – Ub Scuola Università e Ricerca (Piemonte), Cobas Sicilia, Cobas Veneto e Cobas Umbria – la risposta è negativa e il ministero dell’Istruzione e del Merito avrebbe sbagliato a varare frettolosamente le linee guida per l’introduzione dell’intelligenza artificiale a scuola.

Ecco che, allora, invitano a “resistere all’adozione frettolosa ed acritica delle intelligenze artificiali centralizzate imposte da Big Tech”, perché “forniscono informazioni verosimili, ma false”.

“Si tratta – scrivono – di software immaturi per l’uso nel mondo reale, che un recente studio del MIT (Massachusett Institute of Technology, 2025) indica aver fallito nel 95% dei progetti pilota in cui sono stati utilizzati. L’insistenza sulla loro adozione risponde alle necessità di chi li produce, non della scuola”.

L’appello ribadisce che “la relazione umana è l’unico ingrediente indispensabile per l’insegnamento e l’apprendimento e si conclude invitando a sperimentare tecnologie conviviali, situate e basate su software libero perché solo con uno sforzo che parte dalle reali necessità di allievi, docenti e famiglie, sarà possibile rinnovare la scuola, invece di renderla una macchina per l’addestramento automatizzato di allievi trasformati in ‘prodotti di filiera'”.

All’appello hanno già aderito diverse personalità storicamente attive nel movimento per il software libero, quali il prof. A. R. Meo, presidente di Assoli (ASsociazione per il SOftware LIbero www.softwarelibero.it).

Il 16 dicembre alle ore 14.30 presso la sede Cub Sur in corso Marconi 34 a Torino e online su http://lancio.vado.li si terrà una conferenza per spiegare obiettivi e tempistiche della campagna. Maggiori informazioni sono reperibili sul sito della campagna http://iabasta.ghost.io

Ricordiamo che sulla necessità di diffondere in Italia una cultura su questo tema già dalla scuola dell’obbligo, Valerio De Luca, direttore e fondatore della Scuola Spes Academy e presidente del Comitato italiano data governance e IA, nei giorni scorsi ha annunciato un documento: il testo, realizzato in collaborazione con l’Università Bocconi e con diverse aziende, legate allo stesso Comitato, intende elaborare un quadro complessivo che permetta di definire una strategia nazionale sull’insegnamento dell’IA.

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