Il Comitato italiano data governance e intelligenza artificiale sta preparando un documento collaborazione con l’Università Bocconi e con diverse aziende, legate allo stesso Comitato, teso a elaborare un quadro complessivo che permetta di definire una strategia nazionale sull’insegnamento dell’IA che punta a diffondere in Italia una cultura su questo tema già dalla scuola dell’obbligo: ad annunciarlo è stato, il 1° dicembre, Valerio De Luca, direttore e fondatore della Scuola Spes Academy e presidente del Comitato italiano data governance e IA.
Secondo De Luca i tempi sono maturi, dopo anni di sperimentazioni non programmate, di “far comprendere l’importanza di tutelare la sovranità cognitiva“, intesa come “la capacità dell’essere umano di prendere decisioni“.
Il direttore di Spes Academy, riporta l’agenzia Ansa, ritiene fondamentale “comprendere l’impatto decisionale nel momento in cui utilizziamo la macchina” e “formare gli insegnati sui temi relativi all’IA fin dalle scuole dell’obbligo”, oltre che “far capire agli studenti i valori dell’autonomia del giudizio“.
L’obiettivo su cui concentrarci, sostiene ancora De Luca, è quello di fare rendere conto ad insegnanti e alunni che “non dobbiamo cedere alla macchina, ma utilizzarla strategicamente senza abdicare alla fatica del pensiero”, perché “non possiamo esonerarci dalla capacità di pensare“.
Il progetto nasce dalla considerazione che “il rapporto fra intelligenza artificiale e Istruzione riguarda la formazione del processo decisionale” e più in generale “il rapporto fra educazione e sicurezza nazionale”.
Per questo il Comitato italiano data governance e IA sostiene l’idea di introdurre lo studio dell’intelligenza artificiale fin dalla scuola dell’obbligo ed è convinto della “capacità dell’Italia di trasformare la regolazione in valore e la tecnologia in un fattore di democrazia, assicurando che l’IA venga vista non come una minaccia ma come un’occasione per mettere l’individuo sempre al primo posto“.
Nei giorni passati abbiamo dato la notizia dalla pubblicazione, grazia a IntechOpen, del volume internazionale Teacher Training and Student Learning – Past Values, Present Uncertainties and Future Prospects, un’importante opera collettiva che affronta le trasformazioni globali nella formazione dei docenti e il loro impatto sull’apprendimento.
Curato dai professori Filippo Gomez Paloma e Pio Alfredo Di Tore dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale, insieme alla ricercatrice Giuseppina Rita Jose Mangione dell’INDIRE, il volume raccoglie 24 contributi di studiosi provenienti da università e centri di ricerca di tutto il mondo — dall’Europa all’Africa, dall’Asia all’America Latina.
Il risultato è un mosaico di esperienze e visioni pedagogiche che dialogano sulle sfide dell’insegnamento contemporaneo.
Non si tratta solo di un testo accademico, ma di una vera e propria mappa per la formazione docente nel XXI secolo, capace di restituire la complessità del mestiere di insegnare in un’epoca segnata da cambiamenti rapidi, da tensioni etiche e dall’avvento delle nuove tecnologie.