La fase conclusiva delle iniziative finanziate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) nel comparto scolastico è oggi ostacolata da una serie crescente di impedimenti che hanno raggiunto un livello critico. Le istituzioni scolastiche si trovano ad affrontare un progressivo aggravamento delle difficoltà nelle operazioni di chiusura e nei resoconti delle diverse linee di investimento, tra cui in particolare i Decreti Ministeriali 65 e 66 (dedicati a competenze STEM e formazione sulla transizione digitale) e 170/19 (per il contrasto alla dispersione scolastica),.
La FLC CGIL aveva già evidenziato dal 2022 le problematiche inerenti all’imposizione di tempistiche giudicate irrealistiche, l’estrema complessità operativa della piattaforma telematica e la carenza di un sostegno concreto per le scuole. Tali criticità, nella fase terminale del Piano, si sono acuite, rendendo le attività sempre più difficili.
L’ostacolo più grave che sta generando un freno alle attività è rappresentato dai ritardi protratti per mesi nell’approvazione dei resoconti finanziari sia intermedi che definitivi, oltre che delle variazioni progettuali, da parte dei verificatori del MIM e dell’Autorità di Gestione.
Questo mancato via libera sta determinando lo stallo delle procedure di completamento delle azioni PNRR. La conseguenza diretta è che gli istituti scolastici sono esposti al pericolo di non poter onorare i debiti verso il personale della scuola o gli operatori economici (i fornitori di servizi).
In assenza dell’erogazione del saldo, le scuole sono costrette a impiegare le proprie disponibilità di cassa, riserve che la FLC CGIL ha definito all’esaurimento. Per tale ragione, viene richiesta l’erogazione immediata delle risorse indispensabili per saldare fornitori e personale.
I rallentamenti nell’approvazione dei conti, diffusi in numerosi istituti, non solo compromettono il rispetto delle scadenze imposte dall’amministrazione ma fanno emergere un fondato campanello d’allarme riguardo la tenuta complessiva del Piano stesso, paventando l’ipotesi di un fallimento.
L’incertezza e la preoccupazione sono accresciute dall’assenza di delucidazioni da parte dell’Unità di Missione in merito alla correlazione tra i target conseguiti e il finanziamento effettivamente versato. Si segnala, inoltre, sconcerto e preoccupazione per la mancanza di riscontri e di comunicazioni da parte del MIM e dell’Unità di Missione alle istanze presentate dalle scuole. Il sindacato chiede che il Ministero e l’Unità di Missione intervengano per rendere trasparente lo stato di avanzamento di tutti gli investimenti compresi nella Missione 4.
La situazione è aggravata dall’interruzione del confronto istituzionale: la FLC CGIL denuncia il mancato mantenimento dell’impegno di relazionarsi con le organizzazioni sindacali attraverso il Tavolo tecnico permanente sul PNRR.
Questo Tavolo, avviato il 19 febbraio 2024, non è stato più convocato dopo il quarto incontro, tenutosi il 29 aprile 2024. Tale stasi contravviene in modo netto al programma pattuito che prevedeva incontri con cadenza quindicinale, ignorando il fatto che si era aperta una fase cruciale sulla rendicontazione dei primi Investimenti.
“Non può accadere che gli istituti scolastici vengano lasciati a sé stessi nella fase conclusiva del PNRR” ha concluso la Segretaria generale FLC CGIL, Gianna Fracassi, sollecitando l’urgente convocazione del Tavolo Tecnico Permanente con le Organizzazioni Sindacali.