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Come cambia l’offerta formativa con la Buona Scuola

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Potenziamento linguistico, approfondimento di logica e matematica, competenze digitali e stile di vita salutare. Sono alcune delle discipline sui cui punta la riforma.

La scuola, con la legge 107/2015, non cambia solo dal punto di vista del personale e dell’ordinamento scolastico ma propone una nuova ricetta didattica che punti a livellare l’istruzione e la formazione degli studenti italiani con i coetanei dell’Unione Europea.
La parola d’ordine è comunque “aggiornamento”, inteso sia come continuità dell’offerta formativa, sia dal punto di vista della contemporaneità, cioè, come già accennato, provare a mantenersi in linea con gli standard europei.
In un mondo sempre più globalizzato, le competenze linguistiche assumono un ruolo centrale della formazione scolastica, per cui a partire da questo anno scolastico l’attenzione verrà posta proprio sul potenziamento delle lingue, sia italiana, ma soprattutto quelle straniere, di cui la metodologia CLIL risulta essere il cuore di questo nuovo approccio didattico; infatti, con il sistema CLIL si insegnerà una materia non linguistica adoperando la lingua inglese.

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La scuola deve rispondere alle necessità della società in cui siamo immersi, per cui, con la “Buona Scuola”, verrà dato ampio spazio alle cosiddette ‘competenze digitali’, in cui tra pensiero computazionale e una guida per sviluppare un uso consapevole dei social media, gli studenti possano muoversi disinvolti nella società digitale.
Nella “Buona Scuola” spazio alla matematica e alla logica, oltre che alla storia dell’arte e le discipline musicali. In quest’ottica, le scuole possono creare partnership con enti pubblici e privati, come i musei, proprio per tentare di cucire dei ponti fra la scuola e la società.
Anche l’educazione alla salute, allo sport e ad una corretta nutrizione viene considerata centrale nel nuovo corso della riforma.
Ma è l’alternanza scuola – lavoro lo strumento cardine di coesione fra studenti e mondo del lavoro: la programmata visita presso le aziende, il piano di alternanza in cui lo studente entrerà in fabbrica o in ufficio, il ruolo di coordinamento della scuola e il monitoraggio delle competenze acquisite unite alla formazione in aula. Spazio anche all’auto – imprenditorialità, in modo da definire le basi per attivare nella mente degli studenti obiettivi da realizzare in autonomia offrendo servizi o beni innovativi per la collettività. Si tratta della scommessa del Governo Renzi – Giannini per provare ad incidere nel breve periodo sulla mancanza di conoscenze tecnico – pratiche degli studenti e sulla disoccupazione giovanile.
A tal proposito la riforma mira a potenziare le attività di laboratorio, in modo da essere adeguate per le esigenze delle materie.
La legge 107 si propone di attivare tutte quelle iniziative per sconfiggere la dispersione scolastica, mediante percorsi individuali e dedicati, coinvolgendo anche servizi socio – sanitari e assistenziali.
Le scuole, con la partecipazione degli enti locali, potranno organizzare corsi di alfabetizzazione e di potenziamento della lingua italiana per cittadini o per stranieri.
Infine, fra i vari obiettivi della riforma si annoverano la valorizzazione di comportamenti rispettosi della legalità, della sostenibilità ambientale e dei beni paesaggistici e culturali. 
Gli studenti sono avvisati.

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