Home Pensionamento e previdenza L’impatto della legge di Stabilità sugli assegni pensionistici

L’impatto della legge di Stabilità sugli assegni pensionistici

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Lo scrive Il Sole 24 Ore. Tenuto conto che il tasso di rivalutazione si applica interamente solo agli importi più bassi e dell’effetto incrociato di aumenti e compensazioni, gli importi netti varieranno meno di quanto si potrebbe pensare. I lavoratori autonomi, invece, devono fare i conti con l’incremento dei contributi da versare.

Da quest’anno e fino al 2017 si potrà andare in pensione anticipata con 42 anni e 6 mesi di contributi (un anno in meno le donne) e meno di 62 anni di età senza subire una riduzione dell’assegno.

È stato inoltre introdotto un meccanismo che impedisce ai lavoratori soggetti al sistema retributive di trarre beneficio dall’introduzione del calcolo contributivo dal 2012 in poi. Quale effetto della riforma previdenziale Monti-Fornero può accadere, infatti, che in casi limitati un lavoratore maturi una pensione di importo maggiore di quello che si otterrebbe applicando solo il sistema retributive. Sia chi si avvicina all’età del pensionamento, ma soprattutto i più giovani, devono poi tenere presenti le importanti modifiche che scattano da quest’anno per quanto riguarda il trattamento di fine rapporto e la pensione complementare, cioè due strumenti che servono a costruire il proprio futuro previdenziale.

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Da marzo ci sarà la possibilità, fino a giugno 2018, di incassare il Tfr mese per mese, insieme allo stipendio. Un’opzione di cui occorre valutare attentamente, fa rilevare Il Sole 24 Ore, vantaggi e svantaggi sia nell’immediato che nel periodo medio-lungo, perché incassare subito il trattamento di fine rapporto determina effetti sull’importo di cui si potrà beneficiare una volta smesso di lavorare, anche qualora in passato si sia deciso di aderire ai fondi pensione. Per i quali è cambiata la tassazione, così come per le Casse di previdenza dei professionisti nonché quella sulla rivalutazione del Tfr stesso.