Siamo alle solite: il Ministro e il Governo vogliono riformare la scuola ma non sempre tengono conto delle regole che la governano e che richiedono tempi e modi poco compatibili con l’esigenza della politica di avere risultati rapidi da presentare all’opinione pubblica.
L’ultima vicenda riguarda la decisione del Ministero di promuovere una sperimentazione nazionale finalizzata allo sviluppo delle competenze non cognitive e trasversali, prevista dalla Legge 19 febbraio 2025, n. 22.
In questi giorni il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) ha espresso il proprio parere su questo schema di decreto, sottolineando l’importanza di un approccio educativo che miri alla crescita armoniosa e integrale della persona.
Preliminarmente il CSPI sottolinea che obiettivo primario della normativa è integrare il tradizionale “sapere” con il “saper essere” e il “saper fare”.
La sperimentazione punta a valorizzare le cosiddette soft skills, tra cui spiccano:
Iniziativa che non è solo pedagogica, ma che risponde a una necessità sociale: contrastare fenomeni critici come l’analfabetismo funzionale, la povertà educativa e la dispersione scolastica.
Il progetto che il Ministero intende attivare avrà una durata triennale a partire dall’anno scolastico 2025/2026 e coinvolgerà istituzioni di ogni ordine e grado, dalle scuole dell’infanzia ai Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (CPIA), includendo sia le scuole statali che quelle paritarie. Le scuole potranno partecipare singolarmente o in rete, collaborando con università, enti di ricerca e organizzazioni del Terzo Settore.
Un aspetto fondamentale evidenziato dal CSPI è la necessità di garantire che tali competenze siano accessibili a tutti, promuovendo un’educazione equa che includa pienamente gli studenti con disabilità e bisogni educativi speciali.
Perché questo nuovo paradigma educativo abbia successo, il CSPI ritiene determinante il Piano straordinario triennale di azioni formative rivolto al personale docente. Questo piano, organizzato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) in collaborazione con INDIRE e le università, ha lo scopo di dotare gli insegnanti delle metodologie didattiche innovative necessarie per sviluppare efficacemente le competenze trasversali negli alunni.
Nonostante l’apprezzamento per l’impianto generale, il CSPI solleva alcune questioni operative cruciali: