Breaking News
29.01.2026

Competenze trasversali: chi può partecipare al progetto?

Francesco Di Palma

In riscontro a quanto disposto dall’articolo 4 della legge n. 22 del 19 febbraio 2025, a quasi un anno di distanza, il Ministro dell’Istruzione e del Merito ha emanato, il 15 gennaio 2026, il decreto n. 6 concernente l’avvio di una sperimentazione nazionale dedicata allo sviluppo delle competenze non cognitive e delle competenze trasversali nei percorsi scolastici di ogni ordine e grado. Un passaggio normativo che si inserisce in un quadro più ampio di rinnovamento delle politiche educative.

La sperimentazione nazionale è finalizzata all’introduzione dello sviluppo delle competenze non cognitive e delle competenze trasversali nelle attività educative e didattiche delle istituzioni scolastiche statali e paritarie, con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo armonico della persona e la valorizzazione delle potenzialità e dei talenti degli studenti. Al tempo stesso, l’iniziativa mira a contrastare fenomeni come analfabetismi funzionali, povertà educativa e dispersione scolastica, rafforzando il successo formativo complessivo.

Competenze trasversali e sperimentazione: i soggetti coinvolti

Alla pubblicazione dell’avviso ministeriale, le istituzioni scolastiche statali e paritarie di ogni ordine e grado potranno aderire alla sperimentazione nazionale dedicata allo sviluppo delle competenze non cognitive e delle competenze trasversali. Tra i soggetti ammessi rientrano anche i Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti, a conferma della volontà di estendere l’iniziativa a contesti educativi differenti e complementari.

Le scuole interessate avranno la possibilità di presentare i propri progetti singolarmente oppure in rete, attivando collaborazioni con altre istituzioni scolastiche, con università, con scuole superiori di mediazione linguistica e con enti accreditati per la formazione che vantino una comprovata esperienza nel campo delle competenze non cognitive e trasversali. Un’impostazione che valorizza il lavoro condiviso e l’integrazione di competenze diverse.

Per quanto riguarda le modalità di adesione, le istituzioni scolastiche dovranno attenersi alle procedure e alle tempistiche stabilite nell’avviso che il Ministero dell’Istruzione e del Merito trasmetterà alle scuole. Sarà dunque l’avviso ministeriale a definire nel dettaglio i passaggi operativi necessari per la corretta presentazione delle candidature alla sperimentazione nazionale.

Il progetto sperimentale dovrà essere corredato dalla delibera del collegio dei docenti, o dei collegi in caso di rete, potendo inoltre valorizzare eventuali esperienze pregresse già realizzate sul tema. Tra i contenuti richiesti figurano la descrizione della proposta progettuale, l’individuazione dei destinatari, le competenze non cognitive e trasversali che si intendono sviluppare, le metodologie didattiche adottate, i soggetti partner coinvolti, nonché i criteri di monitoraggio, valutazione e rendicontazione degli effetti sul successo formativo e sulla riduzione della dispersione scolastica.

Criteri selettivi

La commissione tecnica preposta a valutare i progetti pervenuti entro i termini indicati nell’avviso, procede prioritariamente ad accertare il possesso dei requisiti previsti dal decreto e successivamente valuta i progetti sulla base dei seguenti criteri:
• Coerenza complessiva con le finalità della sperimentazione;
• Adeguatezza della proposta progettuale con riferimento ai singoli elementi caratterizzanti;
• Esperienza pregressa in attività progettuali e formative realizzate sul tema delle competenze non cognitive e trasversali;
• Operatività della scuola/rete di scuole in un contesto socio-demografico complesso, caratterizzato da tassi di dispersione implicita ed esplicita, profili di studenti a rischio di insuccesso formativo e fragilità nei livelli di apprendimento.

Assegnazione punteggio

La Commissione dispone di 100 punti, che vengono attribuiti ai singoli progetti sulla base dei criteri di valutazione indicati. Sono ritenuti validi i progetti che conseguono un punteggio minimo di 50 punti, soglia necessaria per l’ammissione alla sperimentazione.

Nell’attribuzione del punteggio, con particolare riferimento al criterio relativo al contesto socio-demografico complesso, la Commissione accerta tale requisito per le scuole di primo e secondo grado attraverso i dati forniti dall’INVALSI. Per le scuole dell’infanzia e per i CPIA (Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti), invece, la valutazione avviene sulla base delle informazioni desunte dalla descrizione del contesto di riferimento e dei bisogni emergenti fornita dalle istituzioni scolastiche stesse.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate