Home Politica scolastica Col taglio di esoneri e semiesoneri vicari ds, 3.500 supplenze in meno

Col taglio di esoneri e semiesoneri vicari ds, 3.500 supplenze in meno

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“Ipotizzando 2mila esoneri totali e 3mila semiesoneri, i supplenti in meno sarebbero 3.500, con un risparmio di circa 100 milioni di euro all’anno”: a scriverlo è Il Sole 24 Ore on line, all’interno di un articolo che cerca di quantificare le conseguenze dell’abrogazione dell’articolo 459 del Decreto legislativo 297/94 (Testo unico scuola), contenute nella Legge di Stabilità, che fa saltare dal prossimo anno scolastico gli esoneri e i semiesoneri del personale docente attualmente utilizzato, anziché in classe, come collaboratore del dirigente, cioè i cosiddetti vicepresidi.

Anche il Sole 24 Ore riporta il grido d’allarme che si è levato, “in particolare per le 1.174 scuole affidate in reggenza (cioè senza un dirigente scolastico titolare), che si aggiungono ad altre 600 sottodimensionate”.

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E ricorda che la bozza di Legge di Stabilità prevede l’abrogazione dell’articolo 459 a decorrere dal 1° settembre 2015 “in considerazione dell’attuazione dell’organico dell’autonomia, funzionale all’attività didattica ed educativa”. Quello che dovrebbe accadere, almeno nelle intenzioni del Governo, è che le funzioni finora svolte dai docenti esonerati dovranno essere ricondotte alle risorse dell’organico funzionale, o di rete, per l’attuazione del quale la stessa legge di stabilità ha stanziato un miliardo di euro.

“In effetti, dunque, – prosegue il Sole 24 Ore – la soppressione degli esoneri è la logica conseguenza dell’attuazione dell’organico funzionale, regolato, da ultimo, dall’articolo 50 del decreto “Sviluppo”, n. 5 del 9 febbraio 2012 (sinora rimasto sulla carta per mancanza di risorse). Il legislatore, ormai due anni e mezzo fa, aveva promesso la definizione, per ciascuna istituzione scolastica, di un organico dell’autonomia in qualche modo stabile e omnicomprensivo, funzionale all’ordinaria attività didattica, educativa, amministrativa, tecnica e ausiliaria, alle esigenze di sviluppo delle eccellenze, di recupero, di integrazione e sostegno ai diversamente abili e di programmazione dei fabbisogni di personale scolastico. Si tratta, in definitiva, di una quota di personale docente, privo di classe (similmente ai docenti con esonero) che servirà alla scuola per ampliare l’offerta formativa, per le supplenze, ma anche con funzioni di staff e collaborazione con la dirigenza”.

Il messaggio che invia il cronista è chiaro: se in due anni e mezzo non si è riusciti a realizzare uno straccio di protocollo o di linea guida in merito all’organico dell’autonomi, siamo sicuri che basteranno pochi mesi per farlo? E ancora: sarà possibile obbligare un insegnante a svolgere le funzioni di vicario o collaboratore del dirigente scolastico? Trattandosi di competenze in molti casi completamente avulse dalla didattica, più di qualcuno avrebbe qualcosa da ridire. Ci fermiamo qua, anche se i nodi da sciogliere sul tema sarebbero ancora di più.

Ad ogni modo, gli approfondimenti del caso confermano che i dubbi sulla fattibilità del piano e sui problemi organizzativi che si verrebbero a determinare, prontamente formulati dalla “Tecnica della Scuola” subito dopo l’approvazione della Legge di Stabilità in CdM, sono gli stessi che ora stanno avanzando autorevoli testate giornalistiche. Oltre che i sindacati di categoria.