Home Politica scolastica Concorso dirigenti: le assunzioni non basteranno per eliminare le reggenze

Concorso dirigenti: le assunzioni non basteranno per eliminare le reggenze

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I  1.900 (o poco più) nuovi dirigenti scolastici che prenderanno servizio fra due settimane con l’avvio dell’anno scolastico 2019/20 non saranno sufficienti per coprire tutti i posti vacanti e così le reggenze continueranno ad affliggere il sistema scolastico, soprattutto in alcune regioni.

Rusconi (ANP Lazio): nella regione mancheranno ancora 70 dirigenti

A lanciare l’allarme è Mario Rusconi, presidente regionale dell’ANP Lazio.
Secondo i calcoli di Rusconi, a Roma e nelle altre province laziali, arriveranno a settembre 108 nuovi dirigenti ma ce ne vorrebbero almeno altri 70.
“Certamente – osserva Rusconi – il concorso appena concluso ha aiutato, ma sulle 3mila presidenze scoperte che ci sono in tutta Italia, il Ministero dell’Economia ha autorizzato per il prossimo anno scolastico la copertura di solo 1.984 scuole, le altre, invece, saranno coperte nel 2020 e nel 2021″.

Il problema delle presidenze “scoperte” si complica anche per altri motivi.
Intanto c’è il fatto che in tutta Italia ci sono alcune centinaia di istituti che, essendo sottodimensionati, non possono avere un proprio dirigente ma devono necessariamente essere affidati a reggenze.

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Ci sono anche vincitori di concorso che stanno rinunciando

Ma c’è anche un’altra questione: secondo le prime notizie di fonte sindacale sembra che un certo numero di vincitori del concorso preferiscano rinunciare all’incarico piuttosto che scegliere una sede particolarmente lontana dalla propria residenza.
Al momento attuale, però, non si sa ancora se alle rinunce corrisponderanno altrettante assunzioni oltre la posizione 1.984.
A conti fatti, insomma, con il prossimo settembre un buon numero di istituzioni scolastiche avranno finalmente il proprio dirigente, ma non è detto che tutto filerà liscio.