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Concorso dirigenti scolastici e i vulnus di fondo

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Il Miur ha chiesto la sospensiva della sentenza del TAR del Lazio del 2 luglio 2019 in merito al concorso per Dirigenti Scolastici, e quindi se il Consiglio di Stato dovesse concedere la formula della sospensiva della sentenza, i vincitori sarebbero assunti dal prossimo 1 settembre “con riserva”.

Ovviamente per i vincitori la situazione “con riserva” non garantisce la tranquillità perché sulle loro teste penderebbe la spada di Damocle dell’incertezza della nomina in attesa del giudizio finale della giustizia amministrativa.

Tuttavia bisogna dire che questo concorso presenta un vulnus di fondo e molti punti interrogativi sul corretto svolgimento procedurale, a partire dalla omogeneità delle commissioni esaminatrice fino ad arrivare alla tutela dell’anonimato.

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La macchina organizzativa e molto complessa di gestione delle varie fasi del concorso ha messo d’altronde in falla il sistema che nesso su in tutta fretta non ha funzionato adeguatamente.

La gestione di concorsi di tale portata richiedono ovviamente tempi lunghi di organizzazione che non possono esaurirsi in breve lasso di tempo.

Anche se il TAR Lazio ha chiesto l’annullamento del concorso e il Consiglio di Stato chiederà la sospensiva per favorire l’assunzione dei Dirigenti Scolastici sui posti vacanti per abbattere il prossimo anno scolastico il drammatico fenomeno delle reggenze che metterebbe a dura prova le istituzioni scolastiche, resta di fatto che il concorso continuerebbe a presentare vulnus di fondo che nemmeno la magistratura amministrativa sarebbe in grado di sanare.

 

Mario Bocola