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09.08.2025

Concorso dirigenti scolastici, esposti anche in Calabria e Lombardia: anonimato violato e incompatibilità. Il Mim rassicura

Redazione

Concorso dirigenti scolastici, è vero caos: dopo le irregolarità emerse in Campania, anche in altre regioni, come in Calabria e in Lombardia, ci sono problemi. Come riporta La Repubblica, in queste regioni i candidati esclusi dal concorso per dirigenti scolastici bandito a fine 2023 hanno presentato altre due esposti in procura.

Le ombre sul concorso riguarderebbero “l’estrazione della prova 48 ore prima dell’esame senza la presenza di testimoni, violazioni dell’anonimato delle prove dei ricorrenti, ma anche all’utilizzo di codici normativi non consentiti”. Quel che raccontano gli esclusi è che, dopo l’accesso agli atti, “fra gli elaborati dei dirigenti scolastici che prenderanno servizio dal primo settembre figurano intere parti letteralmente copiate da codici non ammessi alla prova scritta”. Fatti che sarebbero accaduti tutti nello stesso laboratorio.

Secondo i ricorrenti, parte dei componenti della commissione giudicatrice calabrese palesa ipotesi di incompatibilità confermate, fra l’altro, dalla firma di atti pubblici in concomitanza alla correzione dei compiti. E poi ancora ci sarebbero incongruenze nelle griglie di valutazione, negli orari della correzione dei compiti rispetto ai verbali.

Anche in Lombardia tra i punti contestati c’è la tempistica dell’estrazione delle prove. A cui si aggiungono dubbi sui criteri di correzione delle prove alla luce dei risultati eterogenei tra una commissione e l’altra: una avrebbe bocciato il 70 per cento dei candidati, l’altra solo il 30.

La replica del Mim

Maria Assunta Palermo, direttrice generale per il personale scolastico del ministero, spiega con una nota che “il concorso ordinario per il reclutamento dei dirigenti scolastici si è concluso in tutte le Regioni che hanno bandito posti, con l’adozione a livello regionale delle graduatorie di merito. Ogni Ufficio scolastico regionale, quindi, al momento è regolarmente impegnato nelle attività finalizzate alle immissioni nei ruoli dirigenziali per l’anno scolatico 2025/2026 di 318 vincitori totali, ripartiti a livello regionale e rientranti nel contingente assunzionale recentemente autorizzato dal ministero dell’Economia e delle Finanza e dal dipartimento della Funzione pubblica, come previsto dalla delibera del Consiglio dei ministri del 4 agosto scorso”.

“Qualora, a seguito di accertamenti della magistratura e nel rispetto delle competenze del ministero, dovessero emergere eventuali irregolarità, il Ministero come sempre sarà attento a verificare l’evolversi della situazione e ad adottare i provvedimenti necessari nell’interesse dei candidati e dell’amministrazione”, prosegue Palermo.

Nel merito dei ricorsi, la direttrice generale per il personale fa sapere che “con riferimento al contenzioso che purtroppo, come di consueto, accompagna le procedure di reclutamento del settore scolastico, l’amministrazione centrale, in coordinamento con gli Uffici scolastici regionali, ha curato le difese ottenendo pronunce giudiziali favorevoli nella quasi totalità dei ricorsi promossi avverso la procedura. A titolo di esempio si segnalano la sentenza breve del Tar Sicilia n. 815/2025, che ha riconosciuto la correttezza dell’operato dell’amministrazione a garanzia dell’anonimato nella correzione delle prove; l’ordinanza del Tar Campania n. 1063/2025 e l’ordinanza del Tar Lazio n. 2753/2025 con cui sono state respinte le richieste cautelari d è stata riconosciuta la correttezza della procedura adottata per l’estrazione dei quesiti somministrati nella prova scritta, per citare solo alcune delle doglianze a cui era stata data maggiore eco mediatica”.

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