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Concorso dirigenti scolastici, valanga di domande per 2.425 posti

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Alle 14 di oggi, 29 dicembre, sono scaduti i termini per presentare le domande di partecipazione al concorso dirigenti scolastici, che mette in palio 2.425 posti, di cui 9 in Friuli Venezia Giulia.

Al momento, come scritto in precedenza, saranno più di 35.000 gli aspiranti presidi, ovvero, in rapporto a posti messi in palio, significa che i vincitori saranno 1 su 15.

Requisiti per partecipare

Al concorso è ammesso a partecipare, il personale docente  ed  educativo  delle istituzioni scolastiche ed educative statali assunto con contratto  a tempo indeterminato, confermato in ruolo  ai  sensi  della  normativa vigente,  purché  in  possesso  di  diploma  di  laurea  magistrale, specialistica ovvero di  laurea  conseguita  in  base  al  previgente ordinamento, di diploma accademico di secondo livello rilasciato dalle  istituzioni  dell’alta  formazione   artistica, musicale  e coreutica  ovvero  di  diploma  accademico  di  vecchio   ordinamento congiunto con diploma di istituto  secondario  superiore.

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Servizio pre ruolo

Inoltre, il bando specifica che è ammesso a partecipare il personale che abbia effettivamente reso, nelle istituzioni scolastiche ed  educative  del sistema nazionale di istruzione, un servizio di almeno cinque  anni, ove il servizio di insegnamento, anche se  maturato antecedentemente alla stipula del contratto a tempo indeterminato, si intende prestato per un anno intero se ha avuto la durata di almeno centottanta giorni o se sia stato prestato ininterrottamente dal primo febbraio fino  al termine delle operazioni di scrutinio finale.

Sono considerati validi i titoli di studio conseguiti all’estero  e  riconosciuti  equivalenti   attraverso  apposito provvedimento delle autorità accademiche entro la data di  scadenza del termine per la presentazione della domanda di ammissione.

Ai fini dell’ammissione al concorso, si considera valido soltanto il servizio di ruolo effettivamente prestato con esclusione dei periodi di retrodatazione giuridica.

Sono considerati validi ai fini del riconoscimento dei cinque anni, i servizi valutabili a tutti gli effetti come servizio di pre ruolo nelle scuole paritarie che abbiano avuto riconoscimento con la legge 10 marzo 2000, n. 62.

I candidati devono, inoltre possedere i  requisiti  generali per l’accesso all’impiego nelle pubbliche  amministrazioni  richiesti dal decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487. Ai fini della verifica del possesso dell’idoneità fisica all’impiego, l’Amministrazione si riserva la facoltà di  sottoporre  a  visita medica di controllo i vincitori del concorso in base  alla  normativa vigente.

E’ bene ricordare che i requisiti prescritti devono essere posseduti alla data  di scadenza  del  termine  per  la  presentazione   della   domanda   di ammissione.

Tutti i candidati sono ammessi al concorso con riserva di accertamento del possesso dei requisiti di ammissione dichiarati nella domanda. In caso di carenza degli stessi, l’USR della regione di titolarità dei candidati comunica formalmente  i  nominativi  dei candidati che difettano di uno o più requisiti di  ammissione,  alla direzione  generale  del  personale   scolastico   che   ne   dispone l’esclusione  immediata  in   qualsiasi   momento   della   procedura concorsuale.

ISEF e IRC: possono partecipare?

Il bando, alla sezione requisiti, esplicita una nota che riguarda i diplomati ISEF e IRC, stabilendo che, ai sensi della legge 18 giugno 2002, n.136  il  diploma ISEF equivale a laurea triennale e non già quadriennale, magistrale o equivalente. Pertanto per la partecipazione al concorso è necessario che coloro che abbiano conseguito il diploma di laurea in scienze motorie debbano aver conseguito anche un’apposita laurea specialistica.
Analogamente, il titolo di Baccalaureato rilasciato da una Università pontificia non può essere considerato quale  titolo  di  accesso  in  quanto equivalente ad  un  diploma  universitario.

Infine, nemmeno il Magistero in Scienze religiose può consentire l’accesso alla procedura concorsuale in quanto è da ritenersi applicabile la disciplina contenuta nella legge 11 luglio 2002, n.  148, che demanda alla competenza delle Università e degli Istituti di istruzione universitaria (art. 2) nonché delle amministrazioni statali (art. 5) la facoltà di riconoscimento dei cicli e dei periodi di studi svolti all’estero e dei titoli di studio stranieri.

Video guida a cura di Reginaldo Palermo, vice direttore della Tecnica della Scuola.

 

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