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Concorso non abilitati con 3 anni di servizio, il calcolo dei 180 giorni e i requisiti

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Dopo il parere del CSPI arrivato qualche giorno fa in merito al concorso docenti non abilitati con 3 anni di servizio, si può pensare, forse, che il bando non tarderà ad arrivare molto. Infatti, secondo il cronoprogramma del Miur, entro l’anno dovrebbero essere pubblicati 2 bandi di concorso, ovvero quello riservato al personale non di ruolo con 3 anni di servizio e quello ordinario, il primo dell’era FIT.

Considerando il parere positivo del CSPI, seppur con qualche riserva, per il primo sembra non dover aspettare molto prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Tuttavia, sarà importante vedere gli sviluppi del nuovo Governo, come intenderà procedere sul reclutamento dei docenti.

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Come si calcolano i 180 giorni per i 3 anni di servizio

Molti lettori interessati a partecipare alla procedura, vorrebbero capire come si calcolano i 180 per accedere al concorso.
La risposta è la seguente: per partecipare bisogna aver prestato servizio, anche non continuativo, per almeno 180 giorni in un anno scolastico o, in alternativa, viene considerato valido il servizio dal 1/02 al termine degli scrutini o esami. Tali giorni di servizio obbligatori, ricordiamo, devono essere stati svolti negli ultimi 8 anni, alla data di scadenza del bando.
Su tale limite degli 8 anni l’Anief ha storto il naso, pur riconoscendo come positiva l’eventuale possibilità di conteggiare l’anno scolastico 2017/2018 come valido ai fini dei 36 mesi di servizio.

Requisiti: servono i 24 CFU?

Inoltre un lettore ci ha chiesto: “Per partecipare servono i 24 CFU come requisito di partecipazione?” Dall’anteprima dell’articolato presente nel parere del CSPI possiamo dire che in base al DLsg 59/17, non serve possedere i 24 CFU fra i requisiti.
Si può concorrere per le classi di concorso e i corrispondenti posti di sostegno nei quali si è prestato servizio per almeno un anno, quindi, ma non è necessario il possesso dei 24 CFU.

Per quanto riguarda il requisito del servizio di 3 anni, tale è valido sia per quanto riguarda il servizio maturato nelle scuole statali, sia quello maturato negli istituti paritari.

Non potranno partecipare per la stessa classe di concorso o tipologia di posto i docenti abilitati che avranno già partecipato al concorso riservato agli abilitati (Dlgs 59/17 art. 17 comma 2 lettera b).

Le prove del concorso e il FIT

Il concorso sarà composto da 2 proveuna scritta di 150 minuti e una orale di 45.

Prova scritta
La prova scritta o scritto-grafica a carattere nazionale su una disciplina a scelta del candidato tra quelle afferenti alla classe di concorso.

La prova sarà costituita da 8 quesiti a risposta aperta che valutano le conoscenze e le competenze a livello disciplinare. La stessa prova disciplinare è valida anche per l’accesso ai posti di sostegno.

Prova orale
La prova orale consisterà in una lezione simulata (relativa alla classe di concorso o al sostegno) della durata di 35 minuti + 10 minuti di interlocuzione con il candidato sui contenuti della lezione, come segnala la Flc Cgil.

La prova valuta anche l’accertamento della lingua straniera prescelta e la capacità di trasmissione e progettazione didattica con riferimento alle tecnologie della comunicazione.

La traccia della lezione simulata viene estratta 24 ore prima della prova.

In caso di esito positivo delle prove, si accede al primo anno del percorso FIT. I vincitori saranno esonerati dalla frequenza del secondo anno, mentre saranno dirottati direttamente al terzo anno.

Il primo anno e compatibilità supplenze

Durante il primo anno è possibile effettuare supplenze, coordinandosi con le attività didattiche del corso FIT, in quanto la frequenza del corso è obbligatoria.

Su questo punto i sindacati, come la Flc Cgil, fanno notare come possano generarsi dei problemi possibili, in quanto, per i futuri specializzandi del concorso riservato il tema della compatibilità con le attività di supplenza sarà centrale.

Per tale motivo, uno degli strumenti che potrebbero favorire la frequenza del corso sarà l’istituto delle 150 ore per il diritto allo studio, motivo per cui verrà chiesto, nei contratti regionali, che sia data priorità a questi lavoratori per l’accesso alle 150 ore chiedendo contemporaneamente che la tempistica dell’avvio del corso sia coordinata con i bandi per il diritto allo studio.

LEGGI L’ANTEPRIMA DEL DECRETO