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15.10.2026

Concorso Scuola 2026/2027: i nuovi programmi per la scuola dell’infanzia e primaria rivisti alla luce delle Nuove Indicazioni Nazionali

Superata la fase dei concorsi ordinari legati al PNRR, il prossimo Concorso Scuola 2026/2027 potrebbe essere bandito entro novembre. A suggerirlo sono il provvedimento per il censimento delle aule informatizzate destinate alle prove computer-based e la richiesta di parere al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) sulle tabelle di valutazione dei titoli.

La nuova procedura potrebbe inoltre essere interessata da una profonda revisione dei programmi d’esame, alla luce del Decreto Ministeriale n. 221 del 2025, contenente le Nuove Indicazioni Nazionali per la scuola dell’infanzia e il primo ciclo d’istruzione. Il provvedimento segna il superamento delle precedenti Indicazioni del 2012, introducendo nuovi orientamenti per l’insegnamento e l’apprendimento

Concorso Scuola 2026/2027: le Nuove Indicazioni Nazionali

L’anno scolastico 2026/2027 segna l’avvio delle Nuove Indicazioni Nazionali per la scuola dell’infanzia e il primo ciclo d’istruzione. Un cambiamento che potrebbe avere conseguenze anche sulla preparazione dei candidati ai prossimi concorsi, rendendo necessario un aggiornamento rispetto alla manualistica basata sulle precedenti disposizioni.

In questo contesto, è plausibile che l’Allegato A, il documento ministeriale che accompagna il bando e definisce i programmi concorsuali, venga rivisto alla luce delle riforme legislative e, soprattutto, delle nuove finalità educative e didattiche introdotte dalle Indicazioni Nazionali.

Dalle competenze alle conoscenze

Le Indicazioni Nazionali 2025 per la scuola dell’infanzia e il primo ciclo d’istruzione, superando quelle del 2012 e le successive integrazioni del 2018, pongono l’accento su un cambiamento dell’impostazione pedagogica e formativa.

L’attenzione si sposta da una visione incentrata prevalentemente sulle competenze generiche verso un maggiore recupero delle conoscenze disciplinari, strutturate secondo i contenuti specifici delle singole materie.

Come potrebbe cambiare l’Allegato A

Alla luce delle Nuove Indicazioni Nazionali, l’Allegato A relativo alla scuola dell’infanzia e primaria potrebbe richiedere una conoscenza approfondita del nuovo quadro educativo e didattico.

L’obiettivo sarebbe verificare la capacità dei candidati di progettare le Unità di Apprendimento (UDA) in coerenza con gli obiettivi specifici di apprendimento, definiti in maniera più dettagliata e prescrittiva.

Scuola dell’infanzia

Per la scuola dell’infanzia, particolare attenzione potrebbe essere riservata alla conoscenza dei tradizionali Campi di Esperienza, riorganizzati dalle nuove Indicazioni attraverso obiettivi formativi più chiari e propedeutici al successivo percorso scolastico.

Anche il concetto di cittadinanza, presente tra le finalità delle precedenti Indicazioni, assume una dimensione più concreta. L’attenzione si concentra su obiettivi pratici, orientati alla collaborazione e alla costruzione di relazioni sociali.

Scuola primaria

Per la scuola primaria, i programmi d’esame potrebbero essere ridefiniti attraverso specifiche priorità metodologiche, destinate a trovare spazio sia nei quesiti della prova scritta sia nella simulazione della lezione durante il colloquio orale. In particolare, assumerebbero rilievo il recupero della scrittura manuale e del corsivo, l’informatica, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e lo studio delle singole discipline.

Alla luce di questi orientamenti, il Concorso Scuola 2026/2027 si prospetta come una selezione non soltanto basata sulle conoscenze teoriche, ma anche sull’aggiornamento normativo e metodologico dei candidati. Le commissioni potrebbero quindi valutare la capacità degli aspiranti docenti di dimostrare una preparazione coerente con le nuove linee guida didattiche destinate a orientare la scuola italiana nei prossimi anni.

La figura del docente nel nuovo quadro culturale

Dall’integrazione tra l’Allegato A e le Indicazioni Nazionali 2025 emerge il profilo di un docente che non è soltanto esperto di contenuti disciplinari, ma anche progettista di ambienti di apprendimento, professionista riflessivo e costruttore di relazioni educative.

Per la scuola dell’infanzia prevalgono le competenze legate all’osservazione, alla cura educativa e alla progettazione di esperienze significative. Nella scuola primaria, invece, assumono maggiore importanza la didattica disciplinare, la valutazione degli apprendimenti e lo sviluppo delle competenze culturali di base.

In entrambi i casi, la professionalità docente resta legata alla capacità di accompagnare ogni alunno nella costruzione della propria identità, del proprio sapere e della propria cittadinanza.

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