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Concorso straordinario, il test a crocette non è un buon metodo di selezione

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Sulla diatriba politica riguardante la modalità del selezionare i docenti da inserire in ruolo con il concorso straordinario, il test a crocette o la graduatoria per titoli, abbiamo sentito in queste ore Francesco Sinopoli, Segretario Nazionale della FLC CGIL.

Selezionare i docenti da inserire in ruolo tramite concorso straordinario con un test a risposta multipla da svolgere al computer in 80 minuti con 80 quesiti, le sembra un modo meritocratico di selezione?

Assumere i docenti attraverso un test a crocette, significa banalizzare il senso di un concorso e lasciare che sia la fortuna del momento a premiare chi ha risposto bene a più domande. Questo metodo non è assolutamente un modo corretto e giusto per selezionare i docenti che dovrebbero entrare in ruolo già il prossimo primo settembre. Non è giusto sia per i tempi di emergenza che stiamo vivendo in questa fase, ma non è giusto nel metodo, perché una selezione a crocette non farà salire in cattedra i migliori docenti.

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Qual è la proposta sindacale che avanzate per garantire le assunzioni nei tempi giusti e nelle modalità più opportune?

La proposta più ragionevole e attuabile in questo momento è quella avanzata da iniziative sindacali e portata avanti in Parlamento da Partito Democratico e da Liberi e Uguali . Si tratta di eliminare la prova dei test da svolgere al computer, la cui soglia di accessibilità è di 56/80, per assumere i docenti precari che hanno i requisiti attraverso una graduatoria di soli titoli, per poi sostenere, durante l’anno scolastico 2020/2021, una prova orale da superare per avere la conferma al posto di ruolo. Per quanto riguarda i requisiti dei docenti con almeno tre anni svolti sul sostegno senza titolo di specializzazione, è importante che tali docenti possano partecipare per la classe di concorso da cui hanno ricevuto la nomina su sostegno. Averli esclusi dalla procedura al ruolo con il bando del concorso ordinario è una cosa ingiusta che apre la strada a numerosi ricorsi.

Chi non vuole rinunciare alla prova di selezione a test nel concorso straordinario, sostiene che questa è necessaria per dare garanzia di qualità al concorso e garantire, a studenti e famiglie, i docenti più preparati e competenti. Cosa risponde a chi sostiene questa tesi?

Una tesi assolutamente fuori luogo e illogica. Prima le scuole utilizzano per anni, riconvocandoli ogni anno, i docenti precari per fare supplenze anche di carattere annuale, perché è di questo che stiamo parlando di docenti che hanno almeno 3 anni di anzianità di servizio ma anche molti di più, e poi si vorrebbe sovvertire tutto tramite una selezione che sa più di lotteria che di altro. Semmai sarebbe opportuno prevedere sin dall’inizio della carriera docente un percorso di formazione e tirocinio che selezioni veramente i docenti migliori. In buona sostanza il FIT era uno strumento di selezione ottimale che andava migliorato ma non cancellato. Bisogna ripensare ad un sistema di abilitazioni basato sulla formazione che deve tornare centrale insieme a una fase transitoria aperta.

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