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Concorso straordinario infanzia e primaria, per il CSPI occorre maggiore chiarezza su requisiti

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Lo scorso 9 ottobre, il CSPI (Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione) ha esaminato la bozza di decreto ministeriale che regolamenta la procedura del concorso straordinario per la scuola primaria e dell’infanzia, introdotto dal Decreto Dignità (Legge 96 del 9 agosto 2018)

Il Consiglio – come segnala un report della Flc Cgil – ha rilevato l’urgenza della procedura concorsuale e messo in evidenza le proposte di modifica che si rendono necessarie al fine di avere un testo più chiaro e coerente rispetto alle previsioni del Decreto.

Sui requisiti di accesso ha evidenziato l’esigenza di definire in maniera più chiara la questione dei diplomi ad indirizzo linguistico. Ha proposto di eliminare i limiti temporali previsti per la prova orale e chiesto di correggere i riferimenti ai programmi su cui verteranno le prove orali.

In mezzo alla notizia

Rispetto alla tabella di valutazione dei titoli è stato chiesto di aumentare il punteggio della Laurea in Scienze della Formazione Primaria, della specializzazione per l’insegnamento dell’Italiano L2, e del superamento di un precedente concorso.

Richiesto anche di valutare il servizio svolto su posto di sostegno anche nella procedura concorsuale per il posto comune.

Il concorso straordinario: chi potrà partecipare

Il concorso straordinario, come abbiamo scritto giovedì, è la misura individuata dal Governo per risolvere principalmente  la questione dei diplomati magistrale.

Pertanto, in base a quanto riportato finora da Governo e sindacati, e confermato dalla bozza, potranno partecipare al concorso straordinario:

–  i diplomati magistrale entro l’a.s. 2001/02 e i laureati in Scienze della Formazione Primaria che abbiano svolto, nel corso degli ultimi otto anni, almeno due annualità di servizio specifico, anche non continuativo, su posto comune o di sostegno, presso le scuole statali.

– La partecipazione al concorso, relativamente ai posti di sostegno, è consentita a coloro i quali siano in possesso dei succitati requisiti. Inoltre, per tali posti sarà necessario possedere il titolo di specializzazione (anche conseguito all’estero e riconosciuto in Italia).

Inoltre, la bozza riporta che saranno ammessi con riserva:

  • coloro che, avendo conseguito all’estero i titoli di cui alle sopra riportate
    lettere a), b), c), abbiano presentato la relativa domanda di riconoscimento al Miur, entro la data termine per la presentazione delle domande di partecipazione al concorso stesso;
  • coloro che conseguano il relativo titolo di specializzazione entro il 1° dicembre 2018, nell’ambito di percorsi avviati entro il 31 maggio 2017, ivi compresi quelli disciplinati dal DM 141/2017, come modificato dal decreto 13 aprile 2017, n. 226.

I candidati potranno presentare la domanda di partecipazione in un’unica regione per una o più delle procedure.

Come calcolare il servizio

Un anno di servizio, ribadiamo, è valido quando si raggiungono i 180 giorni.

Questo vuol dire che per partecipare, secondo quanto riporta l’articolo 11, comma 14, del legge 3 maggio 1999 n. 124., bisogna aver prestato servizio, anche non continuativo, per almeno 180 giorni in un anno scolastico.

In alternativa, viene considerato valido il servizio dal 1/02 al termine degli scrutini o esami. Tali giorni di servizio obbligatori, ricordiamo, devono essere stati svolti negli ultimi 8 anni, alla data di scadenza del bando.

Ricordiamo che non è possibile sommare servizi che si riferiscono ad anni scolastici differenti, per cui i 180 giorni vanno calcolati solo per un anno scolastico.

Per cui, in definitiva, non è necessario aver accumulato due anni di servizio per intero, ma che ogni anno abbia almeno 180 giorni di servizio o l’assunzione a tempo determinato per un intero quadrimestre dal 1° febbraio. Sempre negli ultimi otto anni.

Valutazione titoli

La valutazione dei titoli per il concorso straordinario resta quella confermata sin dai primi incontri, ovvero il concorso dovrebbe articolarsi in una prova orale non selettiva (massimo 30 punti) e una valutazione titoli (massimo 70 punti).