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Prima ora - Notizie del 2 settembre

01.09.2026
Aggiornato il 02.09.2026 alle 11:28

Condizionatori nelle scuole, il Ministro stanzia 20 milioni di euro, in pratica 50 euro in media per ciascuna classe

Nella giornata di martedì 1° settembre, proprio in concomitanza con l’avvio dell’anno scolastico, il ministro Valditara propone un altro dei suoi comunicati.
Questa volta il Ministro annuncia che l’ennesima promessa sua e del Governo è stata mantenuta: con un decreto di queste ore viene stanziata la somma di 20 milioni di euro da intendersi come un contributo per le spese che gli enti locali dovranno sostenere per dotare le scuole italiane di impianti per il condizionamento dell’aria.
A dirla così, la cifra sembra importante: alla fin fine, in tempi di vacche magre, 20 milioni non sono bruscolini.
Ma se si fanno due calcoli in modo oggettivo, l’intervento appare modesto, anzi di più.


Facciamo due conti


Le istituzioni scolastiche sono più o meno 7 mila: 20milioni equivalgono a meno di 3mila euro per ogni istituto.
Ma il conteggio, ovviamente, va fatto sugli  edifici scolastici, che sono all’incirca 40mila, quindi parliamo di 500 euro in media per ciascun plesso.
E se poi vogliamo avere un numero ancora più preciso diciamo che e aule potrebbero essere più o meno 400mila.
Insomma, a conti fatti 50 euro in media per ciascun aula.
Si dirà: è vero, ma le spese per la manutenzione degli edifici sono a carico di Comuni e Province (o Città metropolitane), quindi lo stanziamento ministeriale deve essere inteso come un contributo.


Giustissimo, ma allora facciamo un altro conteggio: calcolando anche solo 500 euro per “rinfrescare” un’aula la spesa a livello nazionale ammonterebbe e 200milioni di euro; ma ci siamo tenuti leggeri, leggerissimi perché oltre alle aule bisognerebbe considerare anche le mense, le palestre e i laboratori.
Senza considerare che 500 euro potrebbe essere la cifra che riuscirebbe a “spuntare” un Comune che deve piazzare 50 o 100 condizionatori, ma per i piccoli Comuni la spesa potrebbe tranquillamente raddoppiare o triplicare.
C’è poi un problema pratico di non poco conto: il contributo verrebbe erogato a tutti indistintamente o solo ai Comuni che si impegnano concretamente a realizzare gli impianti?
Se viene erogato a tutti, che fine faranno i fondi assegnati ad enti che non riusciranno a realizzare nulla?

Un dato è certo, a nostro parere: il prossimo anno nelle scuole dove non verranno installati i condizionatori, docenti e famiglie protesteranno con i comuni, accusandoli di incapacita’ progettuale o inerzia, mentre il ministero fara’ un figurone.
Ma forse noi siamo troppo severi o un po’ “andreottiani” (era proprio il “divo” Giulio a ricordare che talora a pensare male si fa peccato ma ci si azzecca).

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