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Conte: sono stato presidente del lockdown, ora alleggeriamo le misure e prepariamo un piano per l’autunno

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L’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, intervistato da Fanpage, torna a parlare dei primi mesi di pandemia, quando in maniera molto dolorosa si ritrovò a scegliere per la chiusura totale, con un approccio alla pandemia senza precedenti perché senza precedenti era la situazione in cui ci trovavamo, ha spiegato il numero uno dei Cinque Stelle.

Sono stato il presidente del lockdown, ma adesso è arrivato il momento di alleggerire le misure,” ha affermato Giuseppe Conte, chiarendo di avere proposto all’attuale presidente Draghi di lavorare sin d’ora alla “programmazione di un piano autunnale di revisione globale di tutte le misure anti Covid, perché stiamo passando da una fase pandemica a una fase endemica di diffusione del virus”.

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Insomma, l’autunno e l’inverno prossimi dovremo aspettarci una recrudescenza dei contagi, secondo il pentastellato, e dovremo farci trovare pronti ma con misure adeguatamente alleggerite, ribadisce. E in fatto di obbligo vaccinale over 50 aggiunge: “È stata una misura giusta, secondo me, ma in qualche modo è intervenuta a ledere il diritto al lavoro”, ecco perché dal momento che la curva si sta appiattendo “non è più accettabile restare in casa senza retribuzione,” afferma in chiaro riferimento ai no vax più irriducibili.

La guerra in Ucraina

Quanto alla drammatica situazione ucraina, l’ex presidente del Consiglio si mostra in linea con le scelte di Governo e in generale con la posizione europea: “Per noi 5 Stelle la pace è un faro, una stella polare, ma qui siamo davanti a un caso clamoroso di esercizio della legittima difesa, non possiamo lasciare l’Ucraina inerme,” ha dichiarato.

“L’obiettivo italiano, tuttavia – continua Giuseppe Conte – resta produrre un’assunzione politica, la cessazione del fuoco bellico e la ripresa immediata dei negoziati”.

“L’Italia da sempre in prima fila sul fronte umanitario, ma adesso servono sanzioni forti e senza tentennamenti nei confronti della Russia e della sua aggressione ai principi democratici. E serve anche sostegno militare,” conclude.