Ieri, 23 luglio, è arrivato il via libera definitivo del Consiglio dei Ministri al Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro relativo all’Area Istruzione e Ricerca per il triennio 2022-2024 per la sezione che interessa circa 8.000 dirigenti scolastici.
È quindi in dirittura di arrivo il procedimento di adozione del CCNL, che rappresenta un ulteriore, rilevante traguardo strategico per il settore “Scuola” per il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.
L’accelerazione è stata finalizzata a rendere immediatamente operativi i miglioramenti ottenuti e a garantire il recupero del potere d’acquisto eroso dall’inflazione, tutelando i dirigenti delle Istituzioni scolastiche, chiamati quotidianamente a gestire responsabilità organizzative, amministrative ed educative sempre più rilevanti, scrivono dal Mim.
“Proseguiamo il nostro impegno concreto per la valorizzazione di chi guida le nostre scuole. Abbiamo accelerato i tempi per garantire risposte economiche immediate e restituire centralità al ruolo della dirigenza scolastica. La stagione dei blocchi contrattuali è definitivamente chiusa. Il nostro lavoro non si ferma qui: è stato già avviato l’iter per chiudere nel più breve tempo possibile l’Atto di indirizzo e avviare le trattative per il triennio 2025-2027, assicurando piena continuità contrattuale a tutto il personale del sistema educativo nazionale”, così il Ministro Valditara.
La scelta di riallineare le scadenze contrattuali si conferma un pilastro della strategia ministeriale, aggiungono ancora dal Mim in un comunicato, per rispondere alle reali esigenze di chi lavora nelle scuole per garantire il diritto allo studio e lo sviluppo sociale ed economico del Paese.
Come riporta La Repubblica, scatteranno aumenti del 6%, che si traducono in circa 500 euro lordi, di cui circa 230 euro destinati all’incremento della retribuzione tabellare e circa 90 euro all’indennità di parte fissa. Ulteriori 180 euro saranno oggetto di contrattazione integrativa, finalizzati alla retribuzione di risultato o da destinare al welfare.
Per i dirigenti delle università e degli enti di ricerca, l’incremento medio è di 503 euro al mese per 13 mensilità (+6%). Il contratto riconosce anche gli arretrati dal primo gennaio 2024: per i dirigenti scolastici l’arretrato medio è di circa 5.800 euro; per i dirigenti delle università e degli enti di ricerca, l’arretrato medio è di circa 6.000 euro.