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Contratto nazionale, i sindacati aprono le ostilità (ma solo nelle scuole dell’infanzia paritarie)

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Vista la indisponibilità della FISM (Federazione italiana scuole materne) a dare avvio alle trattative per rinnovo del contratto del personale, le organizzazioni sindacali del comparto scuola hanno deciso dichiarare lo stato di agitazione.
“La Fism – si legge nel sito ufficiale – è la Federazione delle scuole dell’infanzia paritarie no profit di ispirazione cristiana, capillarmente diffuse sul territorio nazionale, tutte paritarie ai sensi della Legge n.62/2000. Alla Federazione attualmente fanno riferimento 9.000 realtà educative e di istruzione, gestite da congregazioni religiose, parrocchie, enti morali, associazioni anche di genitori: 6.700 scuole dell’infanzia 3/6 anni e 2.300 servizi educativi per la prima infanzia 0/3 anni (asili nido e sezioni primavera) per oltre 450.000 bambine e bambini”.

In tutte queste scuole operano decine di migliaia di operatori (insegnanti, educatori, personale amministrativo e ausiliari) il rapporto di lavoro è regolato da un contratto nazionale sottoscritto appunto fra la Federazione e i sindacati scuola .
Dopo aver ripetutamente chiesto l’apertura del tavolo contrattuale (l’ultima richiesta in tal senso è stata avanzata lo scorso 15 settembre) adesso i sindacati hanno deciso di passare all’azione proclamando lo stato di agitazione.
E’ probabile che tale decisione preluda ad una analoga iniziativa che potrebbe essere assunta nelle prossime settimane anche nei confronti del Ministero dell’Istruzione che, nonostante i numerosi annunci, non ha però ancora inviato all’Aran l’atto di indirizzo, documento indispensabile per consentire l’avvio delle trattative.

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