In attesa del rinnovo del CCNL 2022-2024, ANCODIS (Associazione Nazionale Collaboratori Dirigenti Scolastici) lancia un appello pubblico al Ministro dell’Istruzione, chiedendo con forza il riconoscimento professionale delle figure di sistema che operano all’interno delle scuole italiane.
Il presidente della associazione Rosolino Cicero sollecita l’avvio di azioni concrete per valorizzare il lavoro di quei docenti che, oltre all’insegnamento, si fanno carico quotidianamente del funzionamento organizzativo e didattico delle istituzioni scolastiche.
“Da otto anni – scrive Ancodis – chiediamo pari dignità per il lavoro dei docenti che si impegnano anche nella governance scolastica”. Si tratta di figure come i collaboratori dei dirigenti scolastici, i responsabili di plesso e progetto, i tutor e gli orientatori: professionisti che, pur non avendo un riconoscimento contrattuale adeguato, garantiscono il regolare avvio e funzionamento dell’anno scolastico, la realizzazione del PTOF, la progettazione di attività didattiche e extracurriculari.
Nel testo dell’appello si denuncia una “decennale indifferenza contrattuale” che relega questi docenti ai margini, nonostante il loro contributo sia riconosciuto e ritenuto fondamentale da dirigenti scolastici e comunità educanti. “Sul piano contrattuale – si legge – molti attori vorrebbero ancora lasciarci fuori dal palcoscenico, nonostante norme giuridiche e note ministeriali ne riconoscano l’esistenza”.
L’associazione richiama il comma 16 dell’art. 21 della Legge 59/1997, chiedendo la definizione di una nuova articolazione della funzione docente e l’istituzione della sezione delle “figure di sistema”. Viene criticato l’attuale modello professionale, giudicato “arcaico”, basato esclusivamente sull’anzianità di servizio e non in linea con l’articolo 36 della Costituzione Italiana.
Va detto che già in passato diversi Ministri e gli stessi sindacati avevano sottolineato la necessità di istituire forme di “carriera” anche nel comparto scuola, ma finora di iniziative concrete in questa direzione se ne sono viste ben poche.
Ultimamente il Ministro Valditara ha istituito le figure dei docenti tutor e degli orientatori nella secondaria di secondo grado prevedendo anche specifici compensi.
Per quanto riguarda i docenti collaboratori del dirigente, di cui pure si parla esplicitamente in diversi documenti ufficiali, non esiste uniformità di trattamento in quanto i compensi sono definiti con la contrattazione di istituto con il risultato che gli importi possono variare molto da una scuola all’altra.
Già una ventina di anni fa Ministro, Aran e sindacati avevano istituito una commissione paritetica per affrontare l’argomento.
La commissione produsse un ampio documento che però rimase lettera morta anche per i prevedibili “veti incrociati” fra le diverse sigle sindacali.
Il prossimo 4 settembre riprenderanno le trattative per il CCNL 2022-2024 ma è molto difficile che il tema del middle management possa essere affrontato e risolto in questa tornata.
D’altronde nella Pubblica Amministrazione la lunghezza dei tempi necessari per una qualsiasi modifica è proverbiale; senza considerare che sul tema pende sempre il dibattito sulla possibilità che i presidi/dirigenti scolastici vengano eletti dai collegi dei docenti con tutte le conseguenze del caso.