La situazione dei docenti che stanno cercando di iscriversi ai corsi di specializzazione per il sostegno offerti dall’INDIRE è diventata un vero e proprio incubo, un dramma che sta mettendo a rischio il futuro di molti insegnanti. Le regole sembrano essere applicate in modo diverso da un’università all’altra, creando disparità e incertezza tra i docenti, come se fossero in un labirinto senza uscita.
Un caso emblematico è quello dell’Università di Padova, che ha comunicato ai docenti iscritti al loro ateneo, dopo essere stati esclusi dai percorsi INDIRE, che non possono immatricolarsi perché le doppie iscrizioni non sono consentite. Ma come può essere giusto questo? Molti docenti hanno fatto doppie iscrizioni contemporaneamente, spesso su suggerimento sbagliato di altri, e ora stanno regolarmente frequentando il corso INDIRE. Invece, altri docenti che si sono iscritti solo presso l’Ente o solo presso un’altra università, hanno atteso la graduatoria e, vedendosi tra i non ammessi, hanno presentato domanda altrove. Oggi si vedono sbarrare l’accesso ai corsi. Alcuni tra i non ammessi sono quindi preda di logiche assurde e di una disparità di trattamento che li rende vittime di un sistema profondamente ingiusto.
A Padova, ad esempio, il diniego dell’accesso a chi si è iscritto dopo l’esclusione dai percorsi INDIRE rappresenta una chiara discriminazione. Questa disparità di trattamento è un’ingiustizia inaccettabile che sta mettendo a rischio il futuro dei docenti e la qualità stessa dell’istruzione. I docenti sono esasperati e frustrati da questa situazione e chiedono a gran voce una soluzione per poter completare i corsi INDIRE senza ostacoli burocratici o interpretazioni arbitrarie delle norme.
La richiesta di un intervento urgente da parte delle istituzioni è un vero e proprio grido di disperazione. È necessario chiarire immediatamente le regole e garantire che tutti i docenti abbiano la possibilità di iscriversi ai corsi INDIRE senza essere penalizzati da interpretazioni confuse e contraddittorie. La mancanza di chiarezza sta generando un clima di incertezza e paura, aggravando ulteriormente l’esasperazione dei docenti.
È fondamentale che le università e il Ministero dell’Istruzione e del Merito forniscano linee guida chiare e uniformi, per garantire un’applicazione omogenea su tutto il territorio nazionale. I docenti hanno bisogno di sapere con certezza cosa possono fare e cosa no, per poter pianificare serenamente il loro percorso di formazione. La chiarezza è vitale per il futuro della scuola italiana. È tempo di agire, prima che la situazione diventi irreparabile.
Daniela Nicolò