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Costo standard per salvare le paritarie, appello Aprea a Bussetti: guardi al suo modello lombardo

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“Introdurre i costi standard per un reale pluralismo educativo che favorisca la libertà di scelta delle famiglie”: a chiederlo è stata Valentina Aprea, deputata di Forza Italia, replicando in Commissione all’audizione del ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, sulle linee programmatiche del nuovo corso ministeriale.

L’intenzione ultima della Aprea è chiara: fornire quelle risorse utili, dei finanziamenti pubblici, per fare almeno sopravvivere le tante scuole paritarie, soprattutto della secondaria, che non riescono più ad andare avanti. Con il costo standard, infatti, sarebbero le famiglie ad indirizzare l’investimento prodotto dallo Stato, quindi anche rivolgendolo alle scuole non pubbliche.

“Incalzeremo il ministro”

“Forza Italia ha presentato al ministro Bussetti un pacchetto di proposte di legge – ha aggiunto la forzista – che possono rappresentare una valida alternativa per un’istruzione e una formazione del terzo millennio. A partire da un’efficace educazione alla cittadinanza attiva e digitale, alla introduzione di costi standard per un reale pluralismo educativo che favorisca la libertà di scelta delle famiglie, all’estensione della sperimentazione dei percorsi quadriennali nei licei, ad un rilancio degli ITS con nuova governance e trasformazione in smart accademy”.

In mezzo alla notizia

“Le parole chiave di Forza Italia per la diciottesima legislatura – ha detto ancora Aprea – saranno libertà di scelta, autonomia, innovazione, internazionalizzazione, sistema duale, apprendimento attivo, problem solving e apprendistato. Incalzeremo il ministro su questi temi perché il nostro Paese non rimanga indietro e i nostri giovani possano al contrario avere opportunità di studio e di lavoro in linea con i paesi europei più avanzati”.

No allo status quo

La deputata azzurra ha quindi detto che la Legge 107/15 va superata: “che la Buona Scuola – ha sottolineato – non abbia dato le risposte giuste alle nuove esigenze può anche essere vero, ma ciò non giustifica il mantenimento di un sistema educativo che ha radici nel Novecento e che rischia, se non si innova, di alimentare anziché superare i due paradossi più evidenti della condizione giovanile italiana: lo skill gap (disallineamento tra le competenze possedute dai giovani e quelle ricercate dai datori di lavoro) e l’over education (l’alta percentuale di giovani che svolgono un lavoro di mansione inferiore rispetto ai titoli di studio conseguiti)”

Guardare al futuro

“Studiare e lavorare al tempo di Internet – ha continuato Aprea – impone una nuova e più sofisticata formazione ed è sbagliato pensare di tornare indietro. Al ministro Bussetti che ha dichiarato in audizione che bisogna fermarsi con le riforme dei settori scuola e università, Forza Italia replica che le organizzazioni di sistemi formativi non valgono in assoluto per troppo tempo e per tutti i tempi”.

Al ministro Bussetti, Aprea ha chiesto di “guardare al modello lombardo”, quello dove la deputata di FI ha ricoperto a lungo il ruolo di assessore all’Istruzione (incarico terminato nel febbraio 2018): è un modello, ha detto, “che il ministro conosce bene per essere stato dirigente della scuola lombarda, per innovare e qualificare ulteriormente il sistema scolastico nazionale”.

Un modello dove è altissima la presenza di scuole paritarie e non statali, finanziate anche attraverso gli enti locali. Ma non sempre basta.