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Covid, Emiliano spiega ad Azzolina perché ha messo tutti in DaD: rischio contagio per migliaia di pugliesi

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È arrivata a stretto giro di posta la replica del governatore della Puglia Michele Emiliano alla richiesta del ministero dell’Istruzione di modificare o ritirare l’ordinanza con cui è stata riavviata la didattica in presenza dando così seguito alle disposizioni del Dpcm del 3 novembre, facendo venire meno lo stop della scuola primaria e media, come nemmeno nelle zone ‘rosse’, ma soprattutto dando seguito al parere del Tar barese di riaprire tutte le scuole in presenza con effetto immediato.  Il problema, secondo il MI, è che però la Regione ha anche dato l’opportunità agli alunni di primaria e medie di rimanere a casa a svolgere la DaD.

“Nonostante non condivida toni e contenuto della nota del Ministro – ha scritto Emiliano su facebook – proverò in ogni modo a non polemizzare, ma a collaborare al fine di garantire la tutela di studenti, docenti, personale scolastico e famiglie pugliesi”.

“Il Ministro Azzolina – continua il governatore – mi preannunzia una generica richiesta di ritiro o correzione della mia ordinanza n. 413 che ha reso immediatamente e temporaneamente obbligatoria l’organizzazione della Didattica a Distanza sincrona anche nelle scuole del ciclo primario”.

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I numeri sui contagiati

“Il mio provvedimento – rileva – è stato reso necessario ed urgente dall’elevato numero di studenti, insegnanti, personale scolastico e loro familiari contagiati e posti in quarantena, che ha determinato una situazione di rischio epidemiologico elevato. Parliamo di migliaia di persone”.

“Dal punto di vista epidemiologico – ricorda Emiliano – in un solo mese dall’apertura delle scuole sono risultati positivi almeno 417 studenti, 151 positivi tra docenti e personale scolastico e almeno 286 scuole sono entrate in contatto con casi Covid”.

“E migliaia e migliaia sono gli studenti e il personale scolastico attualmente in isolamento per contatto stretto avvenuto a scuola con casi positivi”.

“Chi vuole rimane a fare la DaD”

Il presidente non sembra quindi essere d’accordo con le istanze fatte dal Ministero.
E non sembra tornare sui suoi passi: “Rammento a tutte le famiglie pugliesi che hanno deciso di optare per i loro figli per la didattica a distanza che nessuno può obbligarli ad accettare la didattica in presenza che in questo momento espone a forte rischio di contagio“.

“Se la Dad non è immediatamente disponibile – continua Emiliano rivolgendosi alle famiglie degli alunni – potete pretenderla a tutela del diritto allo studio dei vostri figli e la scuola in breve tempo deve garantirvela“.

“Non siate remissivi – sottolinea – e fate valere le vostre ragioni con determinazione. Segnalatemi questi casi e io interverrò presso l’ufficio scolastico regionale o presso la Prefettura”.

Emiliano ribadisce poi “che lo stesso Governo ha vietato la didattica in presenza per i ragazzi delle scuole superiori, ammettendo esplicitamente la pericolosità della frequenza della scuola in presenza”.

Secondo il presidente pugliese, “nessuno pertanto potrà contestare assenze ingiustificate ai vostri figli e figlie. La tutela della salute dei minori spetta solo ai genitori o a chi ne fa le veci“.

“Nella PA valgono gli atti, non i comunicati”

Poi c’è il problema della forma della comunicazione del MI. “Come si può da parte di un ministro – dice il governatore – preannunciare con un comunicato stampa, senza anticipare alcuna motivazione, una richiesta di modifica o ritiro di un provvedimento urgente emesso da un presidente di Regione con grande sofferenza e rispetto verso il mondo della scuola al solo fine di prevenire ulteriori contagi?”.

“Nella pubblica amministrazione – sottolinea Emiliano – si agisce per atti. La Regione Puglia è sicura di avere adempiuto in ogni modo possibile al dovere di collaborazione con la scuola pugliese e continuerà a farlo sempre”.

Il presidente della giunta regionale pugliese sottolinea anche che la sua “ordinanza ha carattere temporaneo e quindi non può definire un modello scolastico alternativo a quello individuato dalla Costituzione. L’ordinanza si limita a definire la Didattica a distanza come uno strumento di tutela della salute pubblica temporaneamente insostituibile, data la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale per pandemia e gli alti contagi che il mondo della scuola, e più in generale la Regione Puglia, registra nel periodo di vigenza dell’ordinanza stessa”.

Ordinanza in linea con il MI

Inoltre, secondo Emiliano la sua ultima ordinanza sarebbe stata “scritta in pedissequa applicazione del Piano Scuola del Ministero dell’Istruzione”.

“La disponibilità a dialogare con il Ministero è massima – assicura Emiliano – al fine di garantire l’equilibrio tra diritto alla salute e diritto all’istruzione, in tempo di pandemia”.

La collaborazione del governatore pugliese è allargata anche ai trasporti utilizzati dagli allievi per raggiungere le scuole: “se ce ne sarà bisogno – garantisce Emiliano – la Regione è pronta a stanziare risorse aggiuntive per incentivare il numero di corse e di mezzi per tutelare dal rischio del contagio da Covid gli studenti che frequentano le lezioni in presenza, adeguando l’offerta sulla base della domanda, anche ricorrendo al supporto delle società private”.

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