Home Attualità Dati Covid, meno operatori sanitari positivi: primo impatto della vaccinazione

Dati Covid, meno operatori sanitari positivi: primo impatto della vaccinazione

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Nella diretta della conferenza stampa del 12 febbraio 2021 sull’analisi dei dati del Monitoraggio Regionale della Cabina di Regia hanno preso parte, come di consueto, il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, e il Direttore generale della Prevenzione sanitaria del Ministero, Gianni Rezza.

La circolazione del virus in Europa resta stabile. Incidenza stabile ma con alcuni segnali di ripresa della circolazione del virus. Rt sempre sotto l’1 ma è salito leggermente. Un quadro comune a tutti i Paesi europei.

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Quanto all’Italia, il numero di regioni che segnala una ripresa cresce. Segnali di ripresa del contagio in Umbria, Toscana e altre regioni. L’andamento della diagnostica (numero di tamponi effettuati) mostra una forte attività da parte di tutte le regioni.

I dati riguardo le caratteristiche della popolazione affetta mostrano che popolazioni più giovani contraggono il virus. Scende l’età mediana dei positivi, insomma.

Per quanto riguarda l’Rt, quello nazionale è a 0.95, mentre la scorsa settimana era sotto la soglia dello 0.90, ricorda Brusaferro.

Il tema della mortalità resta costante. L’eta mediana dei decessi resta la stessa.

In sintesi, sebbene in modo contenuto, il contagio torna a crescere, dato da cui deriva la nuova mappa-colori del Paese.

Il bollettino del 12 febbraio

  • Nuovi positivi: 13.908
  • Decessi: 316
  • Tamponi: 305.619
  • Terapia intensiva: 2.095
  • Ingressi del giorno in terapia intensiva: 153
  • Totale casi: 2.697.296

Impatto vaccini

Tuttavia il numero degli operatori sanitari che si infettano sta diminuendo: primo impatto della vaccinazione.

La valutazione di impatto: solo alcune regioni hanno superato le soglie critiche dell’occupazione di terapie intensive. Nella gran parte del Paese ci manteniamo al di sotto di questa soglia. A livello nazionale la classificazione del rischio indica che: solo 2 regioni sono a rischio alto; 10 regioni sono a rischio moderato e 9 territori a rischio basso.

Siamo in una fase molto delicata dell’epidemia con una circolazione diffusa delle varianti virali, ci spiega Il Presidente dell’ISS. Ci sono segnali di controtendenza dell’evoluzione epidemiologica e questi segnali consigliano grande precauzione e consapevolezza nelle misure da adottare, perché potremmo avere un innalzamento forte dei nuovi casi se abbassassimo la guardia.

Il Direttore generale della Prevenzione sanitaria del Ministero, Gianni Rezza interviene per chiarire la questione varianti: ne conosciamo 3 in Italia (variante inglese, brasiliana, africana) ma pare ci siano segnali anche di una quarta variante.

Le varianti nelle scuole

Una questione, quella delle varianti, che si pone anche in relazione alle scuole, dove pare inizino a circolare queste varianti. Nelle ultime settimane sono state individuate a Chieti e a Perugia le varianti Uk e brasiliana. La Regione Umbria ha preso la decisione della zona rossa in provincia di Perugia, dove anche le scuole sono state chiuse. Rezza apprezza la decisione umbra e auspica che laddove si rintraccino le varianti Covid, si reagisca prontamente nella stessa direzione.

Peraltro la variante si diffonde più rapidamente, dunque anche i nostri tempi di reazione devono essere più rapidi, come più rapidamente deve procedere la campagna di vaccinazione, si auspica Rezza.

Sulla questione del vaccino AstraZeneca (destinato anche ai docenti) Rezza chiarisce: l’OMS è uscito con raccomandazioni che indicano che andrebbe superato il limite di età dei 55 anni considerato per l’AstraZeneca. In merito, è prevista la riunione di gruppo congiunto (tra Ministero della Salute, Aifa e altri) per dare una soluzione al problema.

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