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07.06.2025

Covid, prosegue la campagna diffamatoria sui vaccini e preoccupa l’onda di risalita: Pregliasco contro le fake news. La scuola crocevia pericoloso

“Sono oggettivamente preoccupato da quella che potrà essere la situazione anche in Italia nel momento in cui l’onda di salita dovesse essere importante”, considerando che “le vaccinazioni in genere e soprattutto quella anti-Covid non hanno avuto grandi adesioni. Questo è sicuramente un errore ed è un effetto della campagna diffamatoria sui vaccini che ancora continua in tante parti del mondo”. A dirlo è stato il virologo Fabrizio Pregliasco, rispondendo all’Adnkronos Salute sul primo caso di variante Nimbus (NB.1.8.1) in Italia, registrato all’ospedale policlinico San Martino di Genova, e il decesso segnalato dall’infettivologo Matteo Bassetti nello stesso ospedale, legato a una “forma devastante di polmonite da Covid“, variante LP.8.1.

Secondo il direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva dell’università Statale di Milano, sarebbe un copione già scritto quello a cui siamo destinati: “Il Covid rimarrà con noi“, con il suo classico “andamento ciclico che potrebbe ancora dare – perché ancora li dà, giorno per giorno – effetti veramente molto pesanti nelle persone fragili”, ha specificato Pregliasco.

Anche l’Organizzazione mondiale della sanità, in un alert diffuso a fine maggio, sostiene che abbiamo assistito nell’ultimo periodo “un aumento dell’attività globale di Sars-CoV-2 da metà febbraio 2025, con un tasso di positività ai test che ha raggiunto l’11%: livelli che non si osservavano da luglio 2024“.

Ecco perché Pregliasco punta il dito contro le fake news che sui vaccini anti-Covid (e non solo) non si sono mai fermate. “Non a caso negli Usa” il responsabile della Sanità Robert F. “Kennedy Jr. – ricorda Pregliasco – ha detto anche recentemente delle sciocchezze, togliendo i finanziamenti al vaccino combinato Covid-influenza di Moderna, sostenendo che gli studi non avevano prodotto dati di riduzione della malattia clinica, ma solo dati di risposta immunologica”.

In questo modo, alimentando la sfiducia nei vaccini e la fuga dalle campagne vaccinali, “si creano davvero sacche di persone suscettibili” all’infezione da Sars-CoV-2 e alle sue complicanze. “Perché anche chi si infetta e guarisce nell’arco di 4-5-6 mesi perde la protezione“, ha ricordato Pregliasco.

Secondo l’esperto, poiché “il Covid ha un andamento ondulante, con un ciclo di circa 6 mesi non collegato al dato climatico come le altre infezioni respiratorie”, periodicamente rialza la testa e “in un momento di risalita se trova sacche di popolazione scoperte colpisce, e nei pazienti a rischio può colpire duro”.

A fare da “portatori” del temibile virus potrebbero essere gli studenti, che lo acquisiscono in classe o nei corridoi della scuola, e poi lo portano a casa, dove si infettano genitori e nonni, quindi gli individui potenzialmente più a rischio.

Se è vero infatti che “le nuove varianti Omicron sono comunque più benevoli, l’anziano multimorbido”, quello fragile con malattie pregresse, “il Covid-19 lo può uccidere ancora”, avverte Pregliasco.

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