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Covid scuola e vaccini 5-11 anni, quanto è ‘in sicurezza’ la scuola primaria?

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A che punto è la campagna vaccinale dei bambini 5-11 anni? Secondo il report del Ministero della Salute sono 1.076.537 i bambini che hanno effettuato la prima dose (il 30% della popolazione), a fronte di 332.517 bambini che hanno già completato il ciclo vaccinale primario, quindi che hanno effettuato due dosi (il 9% della popolazione) e altri 303.883 bambini guariti dal Covid da al massimo 6 mesi (l’8% della popolazione).

Complessivamente, dunque, nelle classi di scuola primaria, il 47% degli alunni, quasi un piccolo studente su due dovrebbe iniziare ad essere maggiormente protetto dal virus, il che significa bambini meno esposti e anche meno contagiosi (carica virale inferiore) nel caso contraessero comunque il Covid.

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Ad ogni modo, sono ancora tanti i non vaccinati nelle classi e la circolazione della variante Omicron continua a essere insidiosa, oltre che a colpire alle volte con ferocia i più piccoli.

Perché vaccinare i bambini. Il parere dell’esperto

Alberto Villani, primario di Pediatria dell’ospedale Bambino Gesù di Roma ed ex presidente della Sip, la Società italiana di pediatria, sull’aggressività del Covid per i più piccoli, avverte: “Con l’attuale numero di contagi aumentano anche i ricoveri, le rianimazioni, i decessi. Da noi, ad esempio, ora ci sono 60 bambini ricoverati e 6 di loro sono in terapia intensiva“.

E spiega: “Se paragoniamo i casi di malattia grave nell’età adulta con i casi nell’età evolutiva, questi ultimi sono ampiamente inferiori. Ma quando il numero dei soggetti infetti si amplia a dismisura i rischi aumentano”. In questo senso la contagiosità della variante “è rilevante”. 

“Nella stragrande maggioranza dei casi – sottolinea Villani – i bambini se la cavano con forme molto lievi: febbre, tosse, raffreddore. Ma possono subentrare problemi respiratori o la Mis-C, la sindrome infiammatoria multiorgano tipica dell’età evolutiva che a sei-otto settimane dall’infezione porta a una situazione talmente critica da richiedere in due casi su tre la rianimazione a causa di disturbi cardiologici e del sistema nervoso. Poi ci sono le miocarditi che tanto spaventavano durante le prime vaccinazioni degli adolescenti e invece hanno conseguenze serie quando sono innescate dal virus. E ancora il long Covid che colpisce il 5-7% di coloro che hanno contratto l’infezione e a distanza di tempo presentano astenia, stanchezza cronica, disturbi gastro-intestinali, sintomi di interesse neuro-psichiatrico”.

E nella vaccinazione ci sono controindicazioni? “Al di là di casi specifici che vanno valutati di volta in volta, la vaccinazione non solo è consigliata, ma è un vero e proprio salvavita. Anche se c’è una percentuale di possibili reinfezioni dopo la somministrazione, la malattia non si sviluppa in forma severa. Grazie alla vaccinazione, ad esempio, la sindrome Mis-C negli over 12 si presenta sempre più raramente. E i bambini in rianimazione, come gli adulti, sono i non vaccinati“.