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Crans-Montana, coinvolti quattro alunni della stessa classe: task force di psicologi a scuola anche per docenti

Redazione

C’è sgomento da giorni vista l’entità della strage di Crans-Montana, località sciistica svizzera dove, la notte di San Silvestro, un incendio in un locale in cui si stava svolgendo una festa di Capodanno ha provocato la morte di più di quaranta persone, perlopiù adolescenti.

I dispersi

Tra le vittime ci sarebbe, anche se ancora non è ufficiale, una sedicenne di Milano, il cui padre è stato chiamato stamattina, 3 gennaio, per identificarne il corpo. Rimangono, ricorda La Repubblica, quattro ragazzi italiani dispersiEmanuele Galeppini, originario di Rapallo, Giovanni Tamburi, di Bologna, Riccardo Minghetti, 16enne romano, Achille Barosi, 16enne milanese.

Il supporto per docenti e studenti

Tra i giovanissimi coinvolti nella strage anche alcuni studenti di un liceo di Milano dove, alla riapertura della scuola dopo le feste di Natale ci sarà una task force di psicologi che aiuterà i compagni di classe e gli insegnanti ad affrontare il trauma di quello che è accaduto. Lo riporta Ansa.

“Siamo in allerta, per capire dove ci sarà bisogno di andare per dare assistenza alle famiglie – ha spiegato Erica Fioravanzo, coordinatrice del gruppo di lavoro emergenze dell’Ordine degli psicologi della Lombardia, che ha una squadra di psicologi già operativa in Svizzera -.

Gli psicologi che arriveranno il 7 gennaio faranno in modo “che i ragazzi facciano comunità, che si stringano insieme, che organizzino cose, la cosa peggiore infatti in una situazione di trauma è la solitudine – ha rimarcato -, quando il trauma è individuale ci si sente isolati, sbagliati, fuori luogo. Nella tragedia la cosa positiva è che i ragazzi possono rendere comune e condividere tutto, e quindi li faremo parlare perché hanno bisogno di creare dei ricordi, che danno anche molto forza d’animo”. Previsto anche un supporto agli insegnanti che devono interagire con loro. 

Proprio una classe terza di questo liceo sta vivendo un vero e proprio dramma: ben quattro studenti sono rimasti coinvolti nella tragedia, due ragazzi e due ragazze. “Sofia sta arrivando all’ospedale Niguarda di Milano, l’altra ragazza è stata operata a Zurigo e deve essere rioperata ancora – ha detto il dirigente scolastico -, i due ragazzi sono vivi però pare che i genitori non sappiamo dove sono ricoverati in Svizzera”.

Tante polemiche

Non mancano le polemiche che la tragedia ha scatenato. Anche stavolta, per alcuni la colpa è della scuola. C’è chi osserva che a scuola si dovrebbe insegnare di più la sicurezza. C’è di più: sui social e non solo, c’è chi ha colpevolizzato direttamente i ragazzi, le vittime: “figli di papà”, “ragazzini viziati”, “pensavano solo a bere e a divertirsi”, “inermi perché impegnati a riprendere tutto con il telefono”. Come se la tragedia fosse la conseguenza naturale di un modo superficiale di vivere.

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